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Guide D&C 2010

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Le grandi degustazioni verticali di Ian D’Agata I vini cult d’Italia: Barolo Le Vigne - Luciano Sandrone

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Nelle intense giornate della Roma VinoExcellence non poteva mancare una verticale del Re dei vini italici, nel dettaglio il Barolo Le Vigne di Luciano Sandrone. Gradita ospite la simpaticissima, oltre che brava, Barbara Sandrone, figlia di Luciano che ci ha accompagnato introducendoci l’azienda ed in particolare il vino oggetto della degustazione.
Il Le Vigne, dei due Barolo prodotti da Sandrone è quello che rispetto al celebre Cannubi Boschis, espressione di una sola vigna, ha una certa vocazione tradizionale in quanto è frutto di un assemblaggio di quattro appezzamenti diversi, Vignane a Barolo, Merli a Novello, Conterni e Ceretta a Monforte d’Alba e quindi riassume le caratteristiche di ogni comune proprio come si faceva un tempo in zona, specialmente quando i vini prodotti provenivano per lo più da uve comprate e  prima dell’avvento del Barolo sintesi di uno specifico crù.
Qualche cenno sulla vinificazione che avviene per parcelle separate con utilizzo dei soli lieviti delle uve, con circa due settimane di permanenza sulle bucce durante la fermentazione, terminata la quale, il mosto passa in tonneaux nuovi da 500 litri dove viene svolta la malolattica e il vino matura per circa due anni, per poi passare in vetro e affinarsi per ulteriori 18 mesi prima della messa in vendita.

Barolo Le Vigne - Luciano SandroneBarolo Le Vigne 2005: bellissimo nei suoi toni rubino luminoso, presenta sentori intriganti e tipici di rosa appassita, ciliegia matura, poi speziatura dolce e accenni balsamici. Sorso pieno ed avvolgente, ben ravvivato dalla mineralità e dalla bella trama tattile del tannino.

Barolo Le Vigne 2004: conferma da subito per complessita ed ampiezza al naso di essere figlio di un’annata importante anche se in una fase di chiusura. A delicate  note di frutti rossi si affiancano note di cuoio, sottobosco, rabarbaro e cannella. All’assaggio il classico stile “Sandrone” in termini di setosità e avvolgenza ma con maggiori doti di profondità e importante scia sapido tannica a garantire un lungo futuro al vino.

Barolo Le Vigne 2003: si è già detto tutto riguardo l’annata torrida anche se per tenuta al colore ancora compatto e per espressione olfattiva il vino è molto bello. A sentori di frutti maturi e di viola appassita seguono note di sottobosco, caffè e speziatura dolce. Bocca appagante, con adeguata freschezza e tannini ottimi per qualità, anche se manca la profondità tipica delle annate più favorevoli.
Barolo Le Vigne 2001: rubino con accenni granato, presenta un naso molto articolato che va dai piccoli frutti di bosco, a note di china, grafite, caffè ed erbe di macchia. All’assaggio è ancora giovanissimo, dalla struttura imponente e dalla notevole massa tannica, ma con gran ritmo al palato e dalla persistenza aromatica interminabile.

Barolo Le Vigne 2000: anche in questo caso siamo di fronte ad un’annata calda di cui non si ha alcuna evidenza al naso, che presenta un quadro olfattivo dai toni di sottobosco, catrame, balsamicità, polvere di cacao, fiori appassiti e frutti maturi. Assaggio pieno e convincente in perfetto equilibrio, con piacevoli ritorni fruttati e buona scia sapida finale.

Barolo Le Vigne 1999: naso bellissimo per ampiezza olfattiva ma che rivela i suoi anni a differenza del 2001 che è ancora giovanissimo. Olfatto caratterizzato da timbri scuri di grafite, catrame, note fungine, terra e solo dopo sensazioni di frutti scuri maturi e viola appassita. Assaggio vertiginoso per ritmo e profondità, davvero appagante e ben scandito dal tannino di qualità assoluta.

Barolo Le Vigne 1998: dal colore granato compatto, presenta un quadro olfattivo intrigante seppur di minor ampiezza rispetto al ‘99, rivelando sentori quasi giovanili di rosa, ciliegia e lampone, spezie orientali e nota terrosa. Al palato sfoggia ottimo equilibrio e trama setosa con ottima pienezza fruttata e sapidità minerale a dare ritmo alla beva.  

Barolo Le Vigne 1997: prodotto da una vendemmia ipercelebrata, specie dalla stampa estera è il vino che è risultato il meno favorito da parte del pubblico presente. In effetti sia al colore che al naso presenta una certa evoluzione con evidenza di sentori di prugna, ciliegia matura, speziatura dolce e accenni terrosi. Sorso morbido ed in equilibrio ma di certo non ha il ritmo e la profondità delle altre vendemmie.

Barolo Le Vigne 1996: di colore granato cupo, sfoggia un naso ampio ed elegante, ancora molto floreale, poi frutto scuro maturo, note di radici, menta, polvere di cacao, sottobosco e catrame. In bocca si conferma elegante, con acidità vibrante e tannino ancora fitto seppur ottimamente integrato. Ottima la trama tattile e molto lungo nella sua persistenza finale.