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Guide 2010

Guide D&C 2010

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Montalcino

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Salvioni – La Cerbaiola

Salvioni - La CerbaiolaTra i produttori che hanno fatto la storia degli ultimi venticinque anni di Montalcino, indubbiamente Giulio Salvioni ne è stato uno dei maggiori interpreti. Questa piccola azienda familiare ha origine sin dai primi del 900’, anche se è stata registrata ufficialmente negli anni ’80 dallo stesso Giulio e balzata subito alla ribalta con la prima clamorosa vendemmia datata 1985 che ha ottenuto un successo unanime tra gli esperti di tutto il mondo. Dai circa due ettari iniziali di vigne oggi si è passati a circa quattro, dislocati in posizioni diverse, in parte nella zona cosidetta “storica” intorno al paese ed il resto nella zona sud di Montalcino, ad un altitudine media di circa 420 metri sul livello del mare. Tanta è l’attenzione riposta in vigna e da qualche tempo Giulio è aiutato da suo figlio David, oltre che dalla moglie Mirella, con produzioni molto basse che si aggirano intorno ai 40-50 quintali di uva per ettaro e spesso anche meno. Per quanto concerne le lavorazioni in cantina, la fermentazione alcolica avviene in acciaio senza controllo della temperatura, a parte una recente invenzione artigianale di Giulio che consiste nel aver bucherellato un tubo di gomma che poi viene messo sopra ai tini d’acciaio e da cui viene fatta scorrere l’acqua per abbassare la temperatura nelle annate particolarmente calde, ed il periodo di  macerazione delle bucce a cappello sommerso ha una durata variabile che secondo l’annata può andare dai 20 ai 30 giorni. Segue la malolattica, sempre in acciaio e successivamente il vino viene affinato per 4 anni in botti di rovere di Slavonia di 20 ettolitri che ogni 10 anni vengono sempre rinnovate, mentre le botti vecchie vengono rigenerate ed utilizzate per il Rosso. C’è da dire che le lavorazioni sia per il Rosso che per il Brunello sono identiche a parte ovviamente il periodo di affinamento in botte, che per il Rosso è di 12 mesi, ma in base all’andamento dell’annata Giulio decide se produrre tutto Brunello oppure declassare una parte del vino per fare il Rosso. Segue poi l’imbottigliamento, un tempo fatto a mano ora tramite l’aiuto di  una ditta esterna e l’etichettatura delle bottiglie è ancora oggi fatta a mano dalla figlia Alessia.

Salvioni - La Cerbaiola

I vini assaggiati:

Rosso di Montalcino 2007: Rubino luminoso al colore, offre un naso accattivante, dal timbro classico, con sentori di fiori di violetta, ciliegia rossa e piccoli frutti di bosco, macchia mediterranea, tabacco, cuoio e liquirizia. In bocca è setoso,con tanta acidità, avvolgenza fruttata, tannino delicato e bel finale lungo dai toni sapidi minerali. Ottima la facilità di beva.
 
Brunello di Montalcino 2003: Rosso rubino con accenni granato, l’impatto olfattivo è di buona eleganza e consistenza in rapporto all’annata torrida. Non vi è alcuna percezione di sentori cotti ma troviamo frutti maturi che virano più sulla ciliegia scura e la prugna, fiori appassiti, poi liquiriza, cuoio, rabarbaro, note di humus e macchia mediterranea. Al palato offre un attacco morbido e avvolgente, ben sostenuto da buona acidità e sapidità e non vi è alcuna percezione di alcol in eccesso che scoda. Tannini di buona fattura e chiusura di adeguata lunghezza con ritorni di liquirizia. Ottimo vino in rapporto all’annata che dimostra come lavorare bene in vigna porti sempre ad ottenere un buon risultato.

Salvioni - La Cerbaiola

Brunello di Montalcino 2004:
Rosso rubino pieno al colore. Al naso si presenta subito come vino di grande classe. Complesso e ampio, oltre ai sentori classici di violetta ciliegia rossa tabacco e liquirizia, troviamo anche sentori di sottobosco, foglia di tè, erbe aromatiche e rabarbaro e profonda mineralità. Se possibile è anche meglio al palato ed il vino scorre via leggero in un mix fatto di avvolgenza fruttata da una parte e acidità e sapidità dall’altra, contornato da un tannino di qualità assoluta. Lunghissima la persistenza finale con ritorno ritmato di quanto percepito al naso. Grande vino con l’unico difetto, di cui Giulio ne è ben consapevole e ancora se ne pente, di essere troppo poco, in quanto una parte del vino allora prodotto è stato utilizzato per produrre Rosso 2004 che difatti era un grandissimo vino.

Commento finale: non è un mistero qui siamo di fronte a dei veri e propri cult wines, anche se purtroppo non di semplice reperibilità in quanto richiesti da tutto il mondo ancor prima che siano imbottigliati. Se avete in mente di approfondire la conoscenza del territorio e del Sangiovese di Montalcino, di sicuro La Cerbaiola è una di quelle mete da tenere sempre in considerazione e poi parlare con Giulio è un’esperienza che di sicuro non dimenticherete ed ogni anno i suoi Brunello fanno parte dell’eccellenza non solo territoriale ma di tutto il vino italiano.


Uccelliera

Nella frazione di Castelnuovo dell’Abate, proprio nei pressi dell’abbazia di  Sant’Antimo troviamo l’Azienda Agricola Uccelliera di Andrea Cortonesi, vignaiolo praticamente da sempre, che nel 1986 ha avviato ufficialmente la sua attività acquistando il podere e i terreni. Oggi dagli iniziali due ettari di vigne si è passati a circa sei, tutti ammessi alla produzione di Brunello di Montalcino, suddivisi  in appezzamenti diversi sempre intorno a Castelnuovo dell’Abate e situati tra i 150 e i 350 metri sul livello del mare. Appezzamenti diversi vuol dire grande varietà di suoli che vanno dal galestro, alle argille sabbiose, al tufo e a terreni ricchi di scheletro.

Uccelliera

Molto attenta è la gestione delle vigne, in cui sono presenti dei cloni selezionati di Sangiovese e altrettanta cura è riposta nelle lavorazioni in cantina. Dopo la vendemmia le uve infatti vengono raffreddate, per consentire una migliore estrazione dei sentori primari, floreali e fruttati, segue poi la fermentazione alcolica, in acciaio, ad una temperatura di circa 26° - 27° gradi ed un periodo di macerazione sulle bucce che va dalle 3 settimane per il Rosso a circa 4 per il Brunello, con frequenti rimontaggi; segue poi la malolattica che si svolge sempre in tini d’acciaio. Successivamente, il Rosso di Montalcino affina per circa 10 mesi, in botti di rovere di Slavonia e rovere Francese di dimensioni diverse, mentre per il Brunello il periodo di affinamento sempre in legni diversi dura circa 36 mesi; la cosa curiosa della fase di affinamento sta nel fatto che in base all’ assaggio dei vini, Andrea decide quale tipo di legno utilizzare per primo e quale successivamente e per quanto tempo, cosa piuttosto rara in quanto solitamente i produttori che utilizzano legni diversi durante l’affinamento procedono sempre secondo una sequenza ben precisa.
Infine, il Rosso passa altri cinque mesi in bottiglia prima di essere messo in commercio, mentre per il Brunello il periodo in vetro va dai 6 agli 8 mesi.

I vini assaggiati:

Rosso di Montalcino 2007:  trattasi di vino prodotto con uve di Brunello che Andrea “declassa” per il Rosso. Rubino compatto, naso intrigante in cui si evidenziano intensi sentori floreali e di frutti rossi maturi, humus, erbe aromatiche, tabacco e cuoio. All’assaggio è molto piacevole, fresco, e succoso e dai tannini setosi, finale sapido e dai sentori di sottobosco.  Bottiglie 22000.

Brunello di Montalcino 2004: ha un impatto olfattivo austero e terroso, di notevole complessità, in cui prevalgono da subito le note di humus e sottobosco, poi frutti maturi scuri, nota balsamica, timo, liquirizia e macchia mediterranea. In bocca è caldo e potente, con piacevole ritorno fruttato e spiccata sapidità a donare dinamicità di beva e a bilanciare l’imponente massa glicerica. Il tannino è ben integrato e il finale è molto lungo sui sentori terrosi e minerali. Ottimo vino e perfettamente bilanciato nonostante i 15° gradi alcolici che non si sentono assolutamente.  Bottiglie 22000
Brunello di Montalcino 2002: rubino cupo con accenni granato. Presenta eleganti sentori varietali in cui si evidenziano piccoli frutti rossi e scuri, violetta, note di pellame, liquirizia, sentori balsamici e immancabili le note terrose e di sottobosco. All’assaggio, il vino risulta ovviamente più piccolo rispetto al 2004 ma ha una bocca precisa e accattivante, caratterizzato da spiccata acidità, tannino dolce e rotondo ed adeguata persistenza dal finale sapido minerale. Ancora un altro esempio di come un bravo produttore sia capace di tirare fuori un ottimo vino anche da un’ annata molto problematica.

Uccelliera

Brunello di Montalcino 2001:
rosso rubino con unghia granata. Austero ed elegante al naso offre sensazioni di ciliegia scura, prugna, macchia mediterranea, balsamicita, scatola di sigari, note di fungo, terra e sentori minerali di goudron. Al palato è potente ed ampio, l’ingresso inizialmente morbido è subito ravvivato da prepotente spina acido-sapida e dal tannino perfettamente integrato con il resto del vino. Molto lungo in persistenza con chiusura in cui tornano le note catramose e di sottobosco. Ottimo!
Rapace 2006: 70% Sangiovese, 20% Merlot, 10% Cabernet Sauvignon. Il vino affina 18 mesi in barrique. Rosso rubino cupo al colore; all’olfatto esprime sentori di frutta scura, prugna e mora, poi spezie dolci, macchia mediterranea, nota balsamica, terra e cioccolato. In bocca è morbido, grasso e goloso, ravvivato dalle note sapide minerali e dal tannino rotondo, finale lungo e cioccolatoso. Bottiglie 10000.

Commento finale: come sempre i vini di Andrea sono una garanzia e una certezza. Per chi non è esperto del territorio e abbia voglia di approfondire le diversità delle varie zone di Montalcino, ci troviamo di fronte a delle espressioni veramente didattiche nel rappresentare bene la mineralità spinta di Castelnuovo dell’Abate. Ottimo il Rosso ad un prezzo interessante e grande impressione mi ha fatto il Brunello 2002 a conferma se ancora fosse necessario, che Andrea è uno dei migliori interpreti del territorio ilcinese. Grande Andrea!


Fattoria Poggio di Sotto

Fattoria Poggio di SottoLa Fattoria Poggio di Sotto di Piero Palmucci, pur non facendo parte delle aziende storiche di Montalcino è ormai considertata tra i pochi punti di riferimento della denominazione e quella che indubbiamente con i suoi strepitosi vini ne ha segnato il successo negli ultimi anni. Per capire appieno la filosofia di Poggio di Sotto e la scrupolosità di Piero in tutto ciò che fa, vi basti pensare che di ritorno in Italia dalla Svezia, solo per individuare il posto dove stabilirsi e acquisire i terreni ci sono voluti circa quattro anni, oppure nel caso vi capiti di visitare la cantina non potrete non notare che non si percepisce nessun odore di vino e che il livello di pulizia è tale da poter mangiare sul pavimento.
L’azienda, pertanto, è stata avviata nel 1989 e comprende circa 12 ettari di vigne, a conduzione biologica, tutte situate intorno alla proprietà di Castelnuovo dell’Abate, e poste ad altezze variabili tra i 250 e i 450 metri sul livello del mare, aventi suoli poverissimi ricchi di scheletro e galestro. L’età delle viti vanno dai 10 anni circa, per gli impianti più recenti, con circa 4200 piante per ettaro, fino a circa 50 anni per gli impianti più vecchi che hanno circa 3000 piante per ettaro. Le produzioni sono molto ridotte e raramente superano i 40 quintali/ettaro, anche perchè oltre ai diradamenti abituali, i grappoli vengono privati della parte finale o delle ali, al fine di ottenere una maturazione ottimale e omogenea per tutto il grappolo. Dopo la vendemmia manuale, si procede con la lavorazione delle uve e ogni trasferimento delle uve, o dei mosti, da un locale all’altro della cantina avviene per caduta per evitare qualsiasi interferenza tecnologica che potrebbe alterare il prodotto finale. La fermentazione avviene in tini di legno troncoconici solo tramitel’utilizzo dei lieviti indigeni delle uve e dura circa 30 giorni compreso il periodo di macerazione sulle bucce. Dopo la malolattica, sempre in legno, il Brunello invecchia per quattro anni in botti di rovere di Slavonia  da 25 hl., che ogni 15 anni vengono sostituite, mentre il Rosso, le cui lavorazioni e uve sono identiche a quelle usate per il Brunello, affina per 2 anni sempre in botti di Slavonia e pertanto il Rosso di Poggio di Sotto esce sul mercato con un anno di ritardo rispetto a quanto fanno il resto dei produttori.

I vini assaggiati:

Fattoria Poggio di SottoRosso di Montalcino 2005: rubino luminoso, presenta un naso delicato ed elegante che “Borgogneggia” di impostazione classica, violetta, ciliegia e ribes rosso, timo, tabacco e spiccata mineralità. All’assaggio ha un beva facile e golosa, con freschezza e sapidità in evidenza, tannino perfettamente integrato e lunga finale minerale. Un vino buonissimo che non ha bisogno di mostrare i muscoli eppure capace di regalare complessità e lunga persistenza frutto di un’annata poco celebrata. Bottiglie 15000

Rosso di Montalcino 2006: rubino luminoso. All’olfatto si mostra subito come un vino di classe cristallina e di grande complessità e profondità. Ricco di frutti rossi, poi viola, spezie orientali, sottobosco, terra, liquirizia ed erbe mediterranee. In bocca è pieno e potente e a dir poco sbalorditivo nella sua ampiezza al palato. Molto bella la progressione di acidità e sapidità che danno ritmo al palato e i tannini sono di qualità assoluta. Lunghissimo in persistenza con ritorno ritmato di quanto percepito al palato. Un campione! Bottiglie 22000

Brunello di Montalcino 2004: Rosso rubino luminoso, si offre con un naso più introverso rispetto al Rosso 2006, comunque sempre elegante e tipicissimo. Alle note classiche di viola, ciliegia rossa, tabacco e liquirizia, seguono note di macchia mediterranea e intensi sentori di humus, terra e acceni minerali dai toni iodati. Al palato scorre via facile e setoso, vibrante nell’acidità e dal tannino fitto ma ben integrato. Ritornano in persistenza le note fruttate e minerali che danno dinamicità alla beva e ne caratterizzano il lungo finale. Ottimo, ma sono convinto che la grande sorpresa Piero ce la farà con la riserva. Bottiglie 22000.

Commento finale: di sicuro vi sarà capitato di leggere in qualche guida o rivista che Piero ha un carattere severo e un pò difficile, personalmente ritengo che non sia così, o meglio la sua grande forza è la consapevolezza di sapere chiaramente cosa poter ottenere e pretendere dalle sue vigne, cosa per me non da poco. Sui suoi vini ormai non c’è molto altro da aggiungere, tutti sanno che sono buonissimi ma purtroppo non semplici da reperire, visto che circa la metà della produzione è già prenotata con un lungo anticipo, e sono una sorta di ambasciatori nel mondo e punto di riferimento assoluto del Sangiovese autentico e di Montalcino, specie ora con tutto quello che è capitato di recente e ne ha offuscato la credibilità non solo nel territorio ma per tutto il vino italiano.


Il Colle

L’Azienda Agraria Il Colle è una piccola realtà a conduzione familiare situata nella zona storica di Montalcino di Colle al Matrichese, interprete di una delle espressioni più classiche del Sangiovese da Brunello. Avviata nel 1972 da Alberto Carli, oggi è guidata dalle figlie Caterina e Luisa che si occupano rispettivamente di lavoro in vigna e cantina la prima, della parte commerciale la seconda. Le superfice vitata dai 3 ettari iniziali situata intorno alla proprietà è aumentata successivamente agli attuali 7 ettari grazie all’acquisto di un vigneto nella zona di Castelnuovo dell’Abate, questo per consentire di produrre un vino che possa esprimere sia i profumi e la finezza dei terreni più alti situati a ridosso della proprietà, e sia dalle caratteristiche più mediterranee di maggior struttura e profondità che sono tipiche dei Brunello provenienti da Castelnuovo dell’Abate.

Il Colle

Sia le lavorazioni in vigna che le attività di cantina sono il più naturali possibile, con produzioni di uva che sia aggirano intorno ai 50 quintali ettaro; la fermentazione avviene solo tramite i lieviti naturali e senza controllo delle temperature con macerazione delle bucce per una durata totale di circa 4 settimane e successivamente, il vino passa circa 3 anni in botte di rovere di Slavonia. Ho avuto modo di assaggiare dalla botte le vendemmie 2005, 2006 e 2007 e l’impressione generale è che ci attenderanno grandi sorprese soprattutto con il 2006 ma anche 2007, in cui gli andamenti stagionali hanno consentito di ottenere delle uve che garantiscono maggior struttura e profondità, ma l’assaggio del 2005 considerata un’annata più difficile, mi ha impressionato per eleganza e facilità di beva che è una caratteristica tipica che si ritrova in tutti i vini in cui il grande Giulio Gambelli ci mette la sua firma.

I vini assaggiati:

Rosso di Montalcino 2007: Rosso rubino vivo, naso goloso ed elegante, molto preciso nella sua definizione e ricco di piccoli frutti di bosco, note di macchia mediterranea, violetta, tabacco e accenni di terra. Al palato scorre via molto facile, con le note di freschezza e sapidità a scandire la beva e ben bilanciate dal bellissimo ritorno fruttato. I tannini sono molto eleganti e buona la persistenza finale fruttata e minerale. Bottiglie 6500

Rosso di Montalcino 2006: Rubino pieno, esprime sensazioni olfattive più profonde e articolate, in cui intensa è la nota di viola, poi ciliegia rossa, lampone, sottobosco, erbe aromatiche, liquirizia e tabacco. In bocca ha grande eleganza, pieno e avvolgente, con ottimo supporto di acidità che da ritmo alla beva e un ampiezza al palato da Brunello. Tannino fitto e di ottima qualità e finale molto lungo dai sentori fruttati e speziati. Molto buono. Bottiglie 6500

Il Colle

Brunello di Montalcino 2003: Rosso rubino con accenni granato, offre un naso dai sentori di frutti rossi piuttosto freschi, fiori appassiti, erbe specie il timo, tabacco, china e intensi sentori di sottobosco e minerali soprattutto di grafite. All’assaggio è pieno ed avvolgente, con tanta acidità a supporto delle note gliceriche e del ricco ritorno fruttato. Molto bello è il tannino perfettamente integrato che dona vivacità alla beva e lunghissimo il finale minerale in cui ritornano le note di sottobosco e grafite. In assoluto una delle migliori versioni di Brunello 2003 prodotti. Bottiglie 18000

Brunello di Montalcino 2004: Trattasi di vino che all’epoca dell’assaggio era stato appena imbottigliato. Al naso ha già una buona definizione in cui troviamo le note classiche del Sangiovese, quindi note floreali di viola, poi ciliegia e ribes rosso, speziatura di liquirizia , tabacco, macchia mediterranea e accenni di sottobosco, il tutto in un contesto molto elegante e accattivante. Al palato, in questa fase si distingue più per le note eleganti che per la struttura, comunque già in ottimo equilibrio tra le note dure di freschezza e sapidità e la piacevolezza fruttata. Il tannino già ben integrato è di ottima fattura e finale adeguato per lunghezza ma che sicuramente risente della mancanza di riposo in bottiglia. Per me uscirà di sicuro alla distanza negli anni. Bottiglie 18000

Commento finale: se siete alla ricerca di vini che non ostentano una muscolarità dovuta ad artifici di cantina e che siano capaci di unire grande eleganza e bevibilità alla profondità e struttura tipica del Sangiovese di Montalcino, di sicuro il Rosso e il Brunello de Il Colle sono quello che fanno per voi. Specie poi in un periodo piuttosto difficile come quello che sta vivendo il territorio di Montalcino, per fortuna ci sono ancora vignaioli e produttori attenti come Caterina, che per me sono l’espressione autentica e pura di Montalcino, capace di regalarci dei vini che dovremmo sempre prendere come riferimento quando si beve sia Rosso che Brunello di Montalcino.


Conti Costanti

Conti CostantiI Conti Costanti sono una delle famiglie storiche di Montalcino, presenti nel territorio ilcinese già dal 1500 e dediti alla viticoltura a partire dalla seconda metà del 1700. A conferma di ciò, durante la mia visita in azienda, ho avuto modo di vedere i documenti relativi ad esposizioni del 1870 in cui il bisnonno di Andrea, Tito presentava dei vini chiamati Brunello prodotti con la vendemmia 1865 e poi ancora altri relativi alla vendemmia 1869.
Come già detto, oggi abbiamo Andrea Costanti alla conduzione dell’azienda che si trova sempre nella villa di famiglia risalente al 1500 e situata nella zona di Colle al Matrichese e dal suo ingresso all’attività, risalente agli anni ’80, ha iniziato ad incrementare progressivamente l’estensione dei vigneti  e dai due ettari iniziali ricevuti in eredità, si è arrivati ai dodici ettari attuali, di cui circa dieci in produzione, che si trovano per la maggior parte intorno alla proprietà, più un piccola parte a Montosoli, nella zona nord della denominazione del Brunello di Montalcino. Le vigne, situate ad un’altezza compresa tra i 350 e i 450 metri sul livello del mare, si trovano su terreni molto poveri e ricchi di scheletro con presenza importante di galestro, ed hanno una densità di viti che varia tra i 3300 ceppi per ettaro per gli impianti di più vecchia realizzazione, fino alle 5500 piante per gli impianti più recenti.
Dopo la raccolta manuale delle uve si procede con la vinificazione e la fermentazione avviene in tini di acciaio per una durata compresa tra le tre e le quattro settimane compreso il periodo di  macerazione sulle bucce che varia in funzione dell’annata e della qualità delle uve. Il vino destinato al Rosso di Montalcino affina poi per circa 12 mesi in barrique di Allier per il 20% nuove e il restante 80% di secondo o terzo passaggio, mentre il Brunello affina per 18 mesi in botti grandi di Slavonia a cui seguono altri 18 mesi in tonneau di Allier di dimensioni diverse a cui seguono ulteriori 12 mesi di affinamento in bottiglia.


Conti Costanti

I vini assaggiati:

Rosso di Montalcino 2007: Rubino luminoso, presenta sentori freschi e golosi ricchi di piccoli frutti rossi, erbe aromatiche, fiori freschi e delicata speziatura in cui emergono note di tabacco e cuoio. All’assaggio è fresco e piacevolemente fruttato, saporito nella sua mineralità e dal tannino rotondo. Giusta la persistenza caratterizzata da un finale pulito. Ottima la bevibilità. Bottiglie 30000.

Conti CostantiBrunello di Montalcino 2003: Rubino compatto, offre un naso accattivante con intensi sentori di frutti rossi, specie la ciliegia e il ribes, poi note di sottobosco, cuoio, liquirizia, eucalipto e sentori di terra e grafite. Bocca piena e avvolgente, con acidità adeguata e tannino ben integrato e di qualità. Finale minerale di buona persistenza per l’annata. E’ sicuramente una delle migliori bottiglie della vendemmia 2003 segno di come l’altezza importante delle vigne abbia giovato non poco al risultato finale. Ottimo!

Brunello di Montalcino 2004: Rosso rubino pieno, presenta un naso più austero e reticente, in cui sono in evidenza le note di sottobosco, di erbe aromatiche, eucalipto, foglie, sentori minerali scuri come la grafite, e dopo qualche minuto al bicchiere troviamo anche delicate note floreali e sentori di ciliegia scura e frutti di bosco. All’assaggio rivela maggior eleganza e profondità rispetto all’annata precedente, in perfetto equilibrio tra acidità e tannino con la parte glicerica e fruttata. Molto bella la nota sapida minerale che dona dinamicità alla beva e ne caratterizza il lungo finale.

Commento finale: Andrea Costanti è tra i più bravi vignaioli del territorio ilcinese e non è un caso che tempo fa abbia ricoperto anche la carica di Presidente del Consorzio di Montalcino. I suoi vini sono degli interpreti fedeli dei territori della zona storica di Montalcino di cui fa parte il Matrichese, caratterizzati sempre da uno stile elegante e con una certa austerità; vini non fatti per impressionare le commissioni di assaggio, ma per uscire alla distanza e che gli appassionati possano bere con una certa facilità, che ritengo essere sempre il parametro di successo migliore presso il pubblico, più di ogni premio dato dalle guide.


Caprili

CapriliE’ un’azienda familiare di grande importanza storica, situata nei pressi di Tavernelle, anche se sicuramente non tra quelle più mediatiche, presente nell’areale di Montalcino sin dai primi del ‘900 iniziando con l’attività di mezzadria. Dicevo di grande importanza storica in quanto a partire dal 1965, anno di fondazione dell’attività vitivinicola, i Caprili hanno iniziato a selezionare i migliori cloni di Sangiovese e sono diventati un punto di riferimento per i produttori più noti della zona che si rivolgevano a loro per rifornirsi di marze da impiantare nei vigneti.
Oggi la proprietà è costituita da circa 58 ettari di cui 13 di vigna di proprietà, più altri circa 2 ettari in affitto dal 1986 e circa 4 ettari ad oliveto. Le vigne si trovano ad altezze comprese tra i 220 e i 350 metri aventi suoli di origine oceanica, ricchi di sedimenti marini, alcuni con maggior prevalenza di scheletro, sassi  e galestro altri a maggior componente argillosa. In particolare grazie agli assaggi di botte effettuati delle singole vigne è possibile verificare come dalla Vigna Madre, in cui sono presenti ancora dei cloni vecchi di Sangiovese e da cui vengono prodotte le nuove piante, e dalla Vigna Testucchiaia, più giovane ma situata accanto alla Vigna Madre, entrambe situate sui terreni più poveri, il vino sia di una qualità molto più elevata, di grande profondità e mineralità tanto che mi auguro che un giorno venga prodotto un vino che sia una selezione di queste due vigne perché sarebbe in assoluto tra i Brunello di riferimento.
Sia in vigna che in cantina gli interventi sono quanto di più naturale e tradizionale possibile, e qualche giorno prima viene effettuata una prevendemmia di circa il 20% del prodotto che poi viene imbottigliato come vino da tavola. Per quanto riguarda la vinificazione, per il Rosso questa avviene in cemento, acciaio per il Brunello, solo tramite l’utilizzo di lieviti autoctoni e con un periodo di macerazione sulle bucce di circa 18 giorni per il Rosso e circa 25 per il Brunello. L’affinamento, rigorosamente in botti grandi di rovere di Slavonia di diverse dimensioni, è di circa 6 mesi per il Rosso e di 36 mesi per il Brunello, più altri 6 mesi di riposo in bottiglia prima di essere messo in commercio.

Caprili

I vini assaggiati:

Rosso di Montalcino 2007: Rosso rubino con qualche riflesso porpora, presenta un naso dai sentori freschi e giovanili di violetta, visciola e ribes rosso a cui seguono note di tabacco e macchia mediterranea. All’assaggio denota buon equilibrio con adeguata freschezza, tannino ben gestito e scia fruttata in finale. Bottiglie 30000.

Rosso di Montalcino 2006: Rubino compatto di grande intensità, offre sentori più profondi e complessi rispetto al vino precedente, quasi da piccolo Brunello. Ricco di frutti rossi croccanti e dolci, ciliegia e lampone su tutti, erbe aromatiche, tabacco, eucalipto e sentori minerali e di sottobosco. Bocca piena ed entusiasmante, di grande ampiezza e dinamicità al palato, con tannini fitti e di qualita assoluta. Lunghissimo il finale ricco di frutta e di sentori di sottobosco. Buonissimo.

Brunello di Montalcino 2003: Rubino granato, all’olfatto si evidenziano sentori di frutto maturo, ciliegia scura e prugna, fiori appassiti, accenni mentolati, liquirizia e note dai toni animali. Al palato è pieno e caldo, avvolgente al palato con adeguata freschezza e tannino compatto di giusta maturazione. Buona persistenza dai toni un po’ selvatici e dai sentori di liquirizia. Bottiglie 26000.

Brunello di Montalcino 2004: Rosso rubino luminoso, esprime un naso dai sentori classici di violetta, ribes rosso e ciliegia, poi note mentolate, humus, liquirizia, cuoio, grafite e sensazioni iodate. In bocca è pieno e compatto con ottima freschezza, dinamicità al palato e tannino fitto e ben gestito. Saporito e ricco di frutta il lungo finale in cui ritornano anche le di liquirizia. Ottimo. Bottiglie 25000.

Commento finale: se siete interessati a conoscere un’azienda che produca un Brunello ed un Rosso che sono quanto di più fedele ci sia con la tradizione, allora Caprili fa proprio al caso vostro, oltretutto con un rapporto qualità prezzo tra i più vantaggiosi di Montalcino. Questa azienda merita senz’altro di essere più conosciuta di quanto non sia e sarò ripetitivo ma spero ardentemente che prima o poi producano un cru dalle due vigne sopracitate perché sarebbe capace di regalare delle emozioni uniche.


Le Macioche – Palazzina

Le MaciocheL’azienda agricola Le Macioche si trova sulla strada che da Montalcino porta a Castelnuovo dell’Abate ed è stata acquistata nel 1985 dagli attuali proprietari Achille Mazzocchi e Matilde Zecca. Il nome Le Macioche trae origine dal nome bosco di fronte la proprietà e più precisamente dai corbezzoli ivi presenti la cui radice si chiama appunto “macioca”.
La proprietà consta di 3 ettari di vigneti ed un ettaro di uliveto; i vigneti, suddivisi in Vigna il Pozzo, Vigna il Pianello, Vigna delle Ginestre e Vigna dell’Orto, si trovano tra i 420 e i 450 metri sul livello del mare, su suoli di matrice argillo-calcarea ricchi di scheletro, con presenza importante di galestro e di sassi. Gli impianti un tempo a cordone speronato sono passati di recente con un sistema di allevamento a Guyot, questo per cercare di ottenere sentori primari più intensi nel vino e la vigna viene lavorata secondo i dettami della coltivazione biologica. Le uve vengono raccolte in 3 vendemmie separate, una per il Rosso, una per il Brunello e una per l’eventuale Brunello Riserva che viene prodotto solo nelle annate migliori. In cantina si procede prima con un “pied de cuve” per avviare la fermentazione in cui è previsto solo l’impiego dei lieviti indigeni, segue la fermentazione vera e propria delle uve che avviene in tini troncoconici per una durata di circa 15 giorni per il Rosso e di circa 3-4 settimane per il Brunello. Segue poi l’affinamento della durata di circa 8-10 mesi in botti di Slavonia di 5 ettolitri per il Rosso, 45 mesi in botti di Slavonia ma di 40 Hl per il Brunello e 57 mesi la Riserva, affinamento che avviene nella bella cantina realizzata sottoterra che è stata concepita in modo tale da avere una termoregolazione naturale grazie anche ad un sistema di aperture dei locali che consente di avere una temperatura costante sia d’inverno che d’estate.

I vini assaggiati:

Le MaciocheRosso di Montalcino 2007: Rosso rubino luminoso, presenta un naso piacevolissimo da Sangiovese, intenso floreale, frutti rossi golosi, macchia mediterranea, delicata speziatura orientale e cuoio. All’assaggio conferma quanto percepito all’olfatto, succoso, fresco, molto facile nella beva con ricco ritorno fruttato e bell’ allungo minerale in persistenza. Ottimo! Bottiglie 5300.

Brunello di Montalcino 2004: Rubino luminoso, offre sentori giovanili e intensi, ricco di ciliegia rossa, ribes, fiori, noce moscata, liquirizia, tabacco, sentori di macchia e note minerali. All’assaggio è elegante, fresco, molto dinamico nella sua mineralità saporita e ottimo il tannino dalla grana finissima. Vino in perfetto equilibrio e dalla lunga persistenza con piacevoli ritorni speziati e fruttati. Molto buono ma regalerà ancora più soddisfazioni in futuro. Bottiglie 10500.

Brunello di Montalcino 2003: Rubino compatto, esprime sentori intensi in cui si evidenziano inizialmente le note di erbe aromatiche, spezie orientali, cannella, frutto maturo di matrice più scura ma non cotto. Seguono note di sottobosco, china e grafite. Al palato denota un buon equilibrio con giusta freschezza e alcol ben integrato con il resto del vino. Buona dinamicità sapida e tannino ben gestito e di qualità. Buona la persistenza finale con ritorni fruttati e di sottobosco. Bottiglie 11500.

Le Macioche

Brunello di Montalcino 2001:
Rosso rubino con qualche accenno granato, offre un naso di grande classe e profondità. Alle note fruttate perfettamente integre di piccoli frutti rossi, seguono sentori di terra, sottobosco, spezie, note di china, macchia mediterranea e grafite. All’assaggio è pieno e compatto, ottima acidità e grande ampiezza al palato in cui torna quanto percepito all’olfatto. Bocca  davvero emozionante caratterizzata da un lunghissimo finale dai sentori terrosi e di grafite. Buonissimo!

Commento finale: una piccola realtà che fa parte a pieno titolo di quel gruppo ristretto di aziende che sono ogni anno il punto di riferimento del Brunello di Montalcino più autentico e confesso, quello che vorrei sempre trovare nel bicchiere. I vini per me sono un sunto tra l’eleganza che ritrovo nei vini provenienti dalla zona storica di Montalcino e la profondità minerale dei terreni di Castelnuovo dell’Abate. Peccato solo che le bottiglie siano poche e finiscano presto, ma non si può avere tutto dalla vita... Bravi Achille e Matilde!


Sassetti – Pertimali

Sassetti - PertimaliAzienda e famiglia storica che produce olio e vino a Montalcino da oltre un secolo, a cominciare da Giovanni Sassetti e suo figlio Marsilio rispettivamente nonno e padre di Livio Sassetti che poi ha costituito in maniera ufficiale l’azienda negli anni ’60. Il nome “Pertimali” è dovuto proprio all’acquisto da parte di Livio di un casolare sulla collina di Montosoli che si chiama per l’appunto Pertimali, già presente nel ‘600, che in seguito fu restaurato e che diede il nome all’azienda. Oggi a continuare l’attività troviamo il figlio Lorenzo e la proprietà consta di circa 16 ettari di vigneto per la quasi totalità a Montosoli, quindi nella zona nord di Montalcino, più una parte acquistata da circa dieci anni e situata nella zona sud a Castelnuovo dell’Abate proprio nelle vicinanze di Sant’Antimo, pertanto le uve provengono da suoli e microclimi piuttosto diversi in cui il periodo di vendemmiale delle vigne situate agli opposti di Montalcino, può differire generalmente di un paio di settimane. In particolare la collina di Montosoli è una zona più fresca che milioni di anni fa era un’isola circondata da un lago e pertanto ha suoli prevalentemente freschi e argillosi, mentre a Castelnuovo dell’Abate troviamo terreni più sciolti e ricchi di scheletro e tufo. Le lavorazioni in vigna sono rigorose e seguono di fatto i principi della coltivazione biologica e produzioni per pianta di circa 1,2 kg/ha per un totale di circa 50 q/ha, quindi assolutamente nella norma per chiunque voglia produrre uve di qualità a Montalcino. In cantina la fermentazione alcolica avviene in acciaio con lieviti indigeni, e ha una durata di circa 3-4 settimane compreso il periodo di macerazione sulle bucce, segue la malolattica sempre in acciaio ed in infine, il Rosso affina sempre in acciaio per circa 10-12 mesi, mentre il Brunello matura per circa 36 mesi in botti grandi di Slavonia da 30 ettolitri ed il Brunello Riserva per circa 48 mesi sempre in botti di Slavonia.

I vini assaggiati:

Rosso di Montalcino 2007: Rubino con accenni porpora, esprime un naso semplice ma goloso, ricco di piccoli frutti rossi, delicata speziatura di pepe rosa, fiori, erbe aromatiche e note minerali. Assaggio fresco, rotondo e fruttato, di ottima piacevolezza con finale pulito e dal ritorno minerale. Bottiglie 5000.

Maremma Toscana Istriciaia 2005: blend di circa 80% Sangiovese e 20% Canaiolo le cui uve provengono dalla proprietà La Querciolina a Cinigiano in Maremma ed affina in rovere francese. Rosso rubino cupo, al naso si evidenziano sentori di ribes e ciliegia matura, erbe medicinali, macchia mediterranea, pepe, cuoio e sentori marini. All’assaggio morbido e succoso all’ingresso denota una spiccata sapidità minerale dai toni salini e buon grip tannico. Buona persistenza con ritorni fruttati e dai toni speziati. Bottiglie 35000.

Sassetti - Pertimali

Brunello di Montalcino 2004:
Rosso rubino al colore, presenta sentori intensi ed intriganti in cui si evidenzia da subito una nota mentolata, rabarbaro, ciliegia scura, spezie orientali, foglie di tè, sottobosco e mineralità ferrosa. Al palato è pieno, fresco, saporito e dal tannino rotondo. Buona l’ampiezza gustativa e la trama tattile, il finale è lungo con ritorni fruttati e dai sentori minerali ferrosi. Molto Buono. Bottiglie 40000.

Brunello di Montalcino Riserva 2001: Rubino con accenni granato, naso elegante ed austero in cui affiorano note di frutto scuro, intensi sentori di erbe di macchia e di spezie orientali, poi cuoio, tabacco, rabarbaro, china, note di fumo, grafite e terra. Al gusto è pieno, setoso con acidità in evidenza, grande dinamicità sapida minerale e tannini di rara fattura. Molto lungo in persistenza in cui tornano le note percepite al naso. Ottimo. Bottiglie 5000.
Fili di Seta 2005: blend di circa il 60% Sangiovese e 40% Cabernet Sauvignon in cui il Sangiovese affina in botti di Slavonia per 9 mesi, mentre il Cabernet in barrique per circa 8 mesi. Rubino cupo al colore esprime sentori eleganti di frutto scuro maturo, lieve nota erbacea, china, pepe, eucalipto, tabacco e note terrose di sottobosco. All’assaggio è pieno e rotondo, con buona dinamicità gustativa e lungo finale in cui tornano i sentori di liquirizia e di polvere di cacao. Bottiglie 10000.

Commento finale: vini ottimi il cui unico difetto per me è di non essere facilmente reperibili in Italia visto che gran parte della produzione finisce all’estero. E’ in assoluto uno dei migliori esempi di Brunello proveniente dalla zona nord di Montalcino e dal celebre Cru Montosoli, grande eleganza, una certa austerità e dalla beva talmente facile da non accorgervi di aver già finito la bottiglia. 


Siro Pacenti

Nata negli anni ’70, è tra le aziende vitivinicole più note del panorama ilcinese, situata nella parte Nord di Montalcino ed è costituita da circa 60 ettari di proprietà di cui 21,5 ettari coltivati a vigneto, più parte in oliveto ed un altro buon terzo della superfice destinata alla produzione di cereali. Oggi alla guida dell’azienda troviamo Giancarlo, figlio di Siro che a partire dagli anni ’90 ha iniziato un approccio più innovativo che fa l’occhiolino ad uno stile per così dire più francese e che ha portato numerosi cambiamenti in tutto il processo produttivo, che va dalla coltivazione della vite fino al prodotto finale.

Siro Pacenti

Per quanto concerne i vigneti, circa 17 ettari si trovano intorno alla proprietà di Pelagrilli, situata grosso modo dopo la conca dei Canalicchi, per chi proviene da Montalcino in direzione Buonconvento e la restante parte si trova a sud nella zona di Piancornello, tra Castelnuovo dell’Abate e Sant’Angelo in Colle. I suoli delle vigne a Pelagrilli sono di tipo argilloso con presenza importante di sabbia e limo e in parte anche sassi, mentre nella zona di Piancornello abbiamo suoli di origine alluvionale con presenza più marcata di scheletro e di argille rosse e ciottoli. Pertanto grazie a posizioni, suoli e microclimi così diversi si può dire quasi di trovarsi di fronte a due aziende diverse basti pensare che la vendemmia a Piancornello si effettua mediamente tra i 10 e i 15 giorni in anticipo rispetto a Pelagrilli. A conferma di ciò grazie agli assaggi separati delle vino delle due proprietà della vendemmia 2008  è talmente evidente quanto possano differire al palato, con il vino della zona sud che presenta pienezza e tannino più imponenti rispetto al vino della zona nord che ha nella rotondità, profumi ed eleganza i suoi punti di forza.
Dopo la raccolta delle uve ed una selezione che prima avviene grappolo per grappolo ed infine anche acino per acino, si procede alla vinificazione, che dura tra le due e le tre settimane compreso il periodo di macerazione sulle bucce e avviene in tini di acciaio che nella parte inferiore terminano con una sorta di imbuto allo scopo di garantire una minor interferenza dei vinaccioli delle uve e quindi di eccessiva tannicità sul prodotto finale. Si procede poi con l’affinamento in legno per la durata di circa 12 mesi per il Rosso in barrique di rovere francese, e 24 mesi per il Brunello sempre in legno piccolo francese.

I vini assaggiati:

Rosso di Montalcino 2007: Rosso rubino compatto al colore, esprime sentori olfattivi intensi ed eleganti che danno una sensazione generale di rotondità e di dolcezza, tra cui piccoli frutti di bosco rossi e scuri, violetta, macchia mediterranea, sentori balsamici, tabacco dolce, cacao e mineralità scura. L’impatto gustativo è morbido ma ben sostenuto dalla vena acido sapida del vino, che risulta setoso, avvolgente e facile da bere.
Bottiglie 35000

Brunello di Montalcino 2004: Rosso rubino cupo, presenta un naso di chiara impronta internazionale e di netta pulizia e precisione, con sensazioni di piccoli frutti rossi maturi, speziatura dolce, tabacco e liquirizia, caffè, note balsamiche e di fumo, terra e grafite. Pieno e avvolgente all’assaggio, il vino ha una trama tattile setosa ed elegante, con imponente massa fruttata e acidità e sapidità a bilanciare. Tannino ben rotondo e lunga persistenza in cui ritornano le note di terra, di caffè e lievemente boisè, segno che il vino all’epoca dell’assaggio aveva bisogno ancora di un ulteriore affinamento in bottiglia. Molto Buono. Bottiglie 35000

Commento finale: ritengo che Giancarlo sia una delle persone più competenti di Montalcino, indubbiamente i suoi vini hanno una certa ispirazione ad uno stile francese che sono frutto di una sua idea ben precisa su quello che poi intende ritrovare alla prova al bicchiere e che talvolta causano delle accese diatribe tra cosidetti “tradizionalisti” e “modernisti”. Quello che però mi pare incontestabile è il grande successo che i suoi vini riscontrano ovunque nel mondo, pertanto anche in considerazione del fatto che i suoi vini hanno tutto il mondo come mercato di riferimento non si può dire che i fatti non gli diano ragione.


Canalicchio

E’ un’altra delle aziende di tipo familiare che rendono interessante il territorio di Montalcino, nata inizialmente nel 1968 sotto il nome di Fratelli Pacenti ed in seguito alla suddivisione della proprietà tra i vari componenti delle famiglia, è diventata intorno agli anni ’80 l’azienda agricola il Canalicchio alla cui guida troviamo il proprietario e fondatore Franco Pacenti che si occupa in prima persona di tutto il ciclo produttivo, dalla vigna fino all’imbottigliamento. Situata, lungo la strada che da Montalcino conduce verso nord a Buoncovento, nella celebre conca del Canalicchio, da cui l’azienda per l’appunto prende il nome, la proprietà consta attualmente di 36 ettari di cui circa 10 destinati a vigneto, tutti situati intorno alla proprietà a circa 350 metri di altezza sul livello del mare e aventi esposizione a nord-est. I suoli tipici di questa zona sono un misto di argilla e galestro, che caratterizzano il Brunello proveniente dalla parte nord della denominazione come essere il più profumato ed elegante di tutta Montalcino. In vigna troviamo impianti risalenti al 1970, 1988 e per la maggior parte al 1999 tutti con circa 3000 ceppi per ettaro. La vinificazione avviene in maniera molto semplice e tradizionale con fermentazione in tini di acciaio di circa 4 settimane compreso il periodo di macerazione sulle bucce per il Brunello, circa 3 per il Rosso, che avviene ad una temperatura anche di 30°-32° gradi. La maturazione del vino avviene rigorosamente in botti di rovere di Slavonia per circa 7-8 mesi il Rosso, dai 30 ai 36 mesi il Brunello e circa 48 nei casi in cui viene prodotto anche il Brunello Riserva.

Canalicchio

Gli assaggi di botte delle vendemmie 2005, 2006 e 2007 e del Brunello Riserva 2004, hanno evidenziato che Franco ha senz’altro degli ottimi prodotti in cantina che gli regaleranno belle soddisfazioni nel prossimo futuro, con la vendemmia 2006, ma anche 2007, caratterizzata da grande materia e profondità, pieno zeppo di frutti rossi e lunga persistenza minerale, mentre il 2005 mostra un corpo meno imponente ma di grande piacevolezza. Il Brunello Riserva 2004 denota un ulteriore salto qualitativo dovuto alla vigna vecchia e all’epoca dell’assaggio si mostrava come un vino un pò più austero, sempre ricco nella componente fruttata e con una beva per me già in buon equilibrio e capace di essere molto facile e nello stesso tempo già ben disteso.

I vini assaggiati:

Rosso di Montalcino 2007: Rosso rubino luminoso, al naso preciso ed elegante, didattico nella sequenza tipica di violetta, frutto rosso di ciliegia e ribes, liquiriza, pepe ed erbe di macchia mediterranea. L’assaggio è molto facile, fresco e di buona ampiezza, ricco nel ritorno fruttato e con tannini fini e ben integrati. Finale adeguato per persistenza e con bella scia sapida minerale. Bottiglie 15000.

Brunello di Montalcino 2004: Rubino compatto, rivela una certa austerità in cui affiorano da subito le note di terra, tabacco, una mineralità scura, poi piccoli frutti di bosco, sensazioni floreali, erbe aromatiche e cuoio. Al palato è molto elegante, fresco e pieno, con ottima dinamicità sapida minerale, tornano le note di fumo e di grafite e in chiusura è molto lungo con sentori di sottobosco e di liquirizia che ritornano in retrolfatto. Molto buono. Bottiglie 20000

Commento finale: questa è un’altra delle aziende, molto poco mediatiche che meriterebbe più considerazione da parte di tutti, e per cui vale il viaggio a Montalcino, ed in cui oltre a poter godere di un bellissimo panorama e della simpatia e cortesia di Franco, è presente nella proprietà una piccola chiesa del ‘700 che sembra una bomboniera. L’assaggio generale dei vini dichiara senza alcun dubbio la zona da cui provengono, talmente sono didattici e talmente parlano di Sangiovese proveniente dai Canalicchi e sono in assoluto tra i prodotti con il miglior rapporto qualità prezzo che possiate trovare a Montalcino. Da bere quindi a volontà e senza spendere una fortuna.