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Verdicchio dei Castelli di Jesi

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Garofoli

Garofoli

La Casa Vinicola Garofoli, oggi arrivata alla quinta generazione della famiglia è una delle realtà storiche delle Marche e quindi soprattutto per il Verdicchio. L’anno di registrazione segna il 1901, grazie a Gioacchino Garofoli, anche se già nel 1871 Antonio, padre di Gioacchino, iniziò l’attività avviando un’azienda commerciale che trattava prodotti alimentari in genere oltre al vino. C’è da dire però che il grande merito del successo dell’azienda per come la conosciamo oggi, va indubbiamente ai fratelli Carlo e Gianfranco, con Carlo in particolare che si occupa di tutta la parte agronomica e enologica e a cui va il merito di essere stato tra i primi ad impegnarsi per il rilancio del Verdicchio.
Ad oggi gli ettari vitati sono circa 100 equamente ripartiti tra vigne di proprietà e vigne in affitto, per una produzione annuale di circa 2 milioni di bottiglie. Per quanto concerne le vigne di proprietà, quelle di Verdicchio si trovano nella zona di Acquaviva a Castelfidardo e soprattutto a Cupo delle Lame nella zona di Montecarotto, dedicata alle produzioni più importanti di Verdicchio dei Castelli di Jesi e situate a circa 300 metri di altitudine aventi terreni in prevalenza di tipo argilloso. Le vigne di Montepulciano per la produzione di Rosso Conero si trovano nella zona di Paterno vicino ad Ancona, con terreni più tendenti all’argilloso e quelli di Massignano, sempre ad Ancona, con presenza più importante di calcare.

 

I viaggi di LucaI vini assaggiati:

Verdicchio dei Castelli di Jesi Brut Riserva 2005
Verdicchio 100%, trattasi di un Metodo Classico con affinamento sulle fecce di 48 mesi. Sentori delicati floreali tra cui l’acacia, poi anice, fieno, note di crosta di pane e decisa mineralità. Bocca di buona cremosità, fresco con perlage piuttosto fine, deciso allungo minerale e finale piacevolmente ammandorlato.  Bottiglie 15000

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Macrina 2008
Verdicchio 100%. Bel punto di giallo paglierino dai riflessi verdi, al naso si esprime con note di pesca, mela ma anche sentori più tropicali, delicato floreale, erba e sentori minerali. All’assaggio risulta fresco, decisamente sapido con buona morbidezza glicerica a bilanciare le durezze del vino. Finale tipico nei sentori ammandorlati. Bottiglie 160000
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Podium 2006: Verdicchio 100% vinificato in acciaio con permanenza di 12 mesi sulle fecce fini. Giallo con riflessi oro verde, presenta un naso articolato in cui si notano, agrumi, frutti esotici, miele, fiori di acacia, erbe aromatiche e profonda mineralità con sentori iodati. Al palato è pieno ed elegante, con intensa sapidità minerale e rimandi di frutta matura. Molto lungo nel bel finale dai sentori ammandorlati. Ottimo!  Bottiglie 60000

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Podium 1997
Il vino si presenta con un giallo oro ancora sfavillante. Al naso esprime sentori di camomilla, fieno, miele, frutta gialla matura, macchia mediterranea e profonde note minerali di pietra focaia e idrocarburi. Bocca appagante morbida e avvolgente, in cui è presente ancora tanta freschezza e prorompente vivacità minerale. Finale molto lungo con rimandi di quanto percepito al naso.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Serra Fiorese 2005
Verdicchio 100%. Il vino affina per circa 11 mesi in legno francese con le proprie fecce fini. Giallo paglierino luminoso, al naso evoca sentori di frutta gialla matura anche esotica, note di fieno, crema pasticcera, anice, accenni balsamici, mandorla e mineralità scura. Attacco morbido e caldo al palato, vino ampio con spiccata sapidità e piacevoli ritorni fruttati. Lungo in persistenza in cui ritornano le note minerali e di mandorla. Bottiglie 25000
Komaros Rosato 2008: Montepulciano 100% vinificato in bianco. Naso semplice e pulito con delicati sentori floreali, fragolina, lampone, origano e nota minerale. All’assaggio, pur essendo un vino semplice rivela una buona pienezza, con ottima freschezza e bel finale minerale in cui ritornano le note di fragoline. Davvero buono e molto facile da bere.

Rosso Conero Riserva Grosso Agontano 2005
Montepulciano 100%. Il vino affina per 18 mesi in legno francese cui seguono 12 mesi di bottiglia. Rosso rubino cupo, all’olfatto si evidenziano intensi sentori di frutti scuri specie la ciliegia e la mora, seguono note balsamiche, sottobosco, rabarbaro e violetta. Assaggio pieno e setoso, piuttosto elegante con ottimo equilibrio tra le componenti fresche e la morbidezza fruttata e apporto ben dosato del rovere. Finale lungo e appagante dai ricordi di frutto dolce e di cioccolato.

Rosso Conero Riserva Grosso Agontano 2006
Rosso rubino compatto, in cui si evidenziano note di frutto più maturo rispetto al 2005, segue liquirizia, china, nota balsamica, cioccolato amaro e sottobosco. Al palato si conferma un vino più grosso e profondo del precedente, ma sempre con buona dinamicità sapida e freschezza adeguata. I tannini sono ben gestiti e il finale di bocca è molto lungo con rimandi fruttati, di liquirizia e cioccolato amaro. Bottiglie 12000
 
Commento finale: tutti i vini assaggiati anche quelli di impostazione più semplice e qui non presenti per motivi di spazio si sono rivelati corretti. Il Podium è il Serra Fiorese sono sempre una certezza e una chiara dimostrazione della qualità e della longevità del Verdicchio se ancora ce ne fosse il bisogno. Anche il Rosso Conero Agontano mi ha impressionato favorevolmente, a mio gusto personale lo preferisco in versione 2005 forse un po’ meno potente rispetto al 2006, anche se riconosco trattasi di un vero campione,  ma solo perché il vino deve comunque  accompagnare il cibo e forse la maggior concentrazione del 2006 lo rende più imponente e sovrastante sul cibo. Vi segnalo infine il Komaros un rosato semplice ma piacevolissimo.


Bonci - Vallerosa

Trattasi di un’azienda che vanta una lunga tradizione familiare, situata nella zona di Cupramontana, uno dei comuni storici del Verdicchio dei Castelli di Jesi. Anche se l’anno di nascita ufficiale segna “soltanto” 1962, in realtà il capostipite dell’azienda Domenico Bonci iniziò a  produrre e vendere  vino a partire dai primi del ‘900 e  già a quel tempo effettuava una certa selezione dei prodotti che poi venivano rivenduti anche all’estero. Oggi alla guida dell’azienda vi è Giuseppe, coadiuvato da sua figlia Valentina ormai la quarta generazione della famiglia e la proprietà attuale consta di circa 50 ettari di vigneto, di cui circa 35 sono dedicati alla coltivazione del Verdicchio.
I terreni si trovano ad un altitudine di circa 450 metri sul livello del mare e sono situati nelle zone più vocate del comprensorio di Cupramontana che si distinguono nelle contrade di San Michele, Colonnara, Torre, Carpaneto, Alvareto e Pietrone.

I viaggi di Luca

A partire dagli anni ’80, grazie a Giuseppe si è avuta poi quella ulteriore accelerazione verso la produzione di qualità tradotta in grande attenzione posta sia nella coltivazione delle uve, con alcuni vigneti anche di 40 anni e selezione dei cloni migliori di Verdicchio, ma anche per quanto riguarda le lavorazioni in cantina. Dopo la pressatura soffice delle uve la fermentazione avviene a temperatura controllata tra i 18° e i 20°, cui fino a un paio di anni fa seguiva una decantazione statica, mentre per le ultime vendemmie è stato introdotto l’utilizzo di un flottatore che al contrario porta le fecce in alto, con a detta dello stesso Giuseppe Bonci di un ulteriore incremento qualitativo oltre che minor perdita di prodotto.
Oltre al Verdicchio prodotto in tutte le versioni tipiche della denominazione, quindi da spumante a vini fermi e anche passiti, l’azienda produce anche vini rossi da uve Montepulciano e Sangiovese sempre da vigneti di proprietà.

Bonci

I vini assaggiati:

Verdicchio dei Castelli di Jesi Metodo Classico 2004
Verdicchio 100%. Il vino affina per 36 mesi sulle fecce. Giallo paglierino con riflessi verdolini, esprime delicati sentori di erba, fiori bianchi frutta a polpa bianca, frutta secca e mineralità profonda. Assaggio fresco e cremoso, con piacevole ritorno fruttato e bella dinamicità sapida minerale. Il vino non ha un corpo ampissimo ma è ben fatto e chiude pulito. Bottiglie 8000

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Manciano 2007
Verdicchio 100%. Giallo paglierino con riflessi verdi, all’olfatto presenta un naso pulito e ben definito con sentori di fiori bianchi, pesca, erbe di campo, anice e nota minerale. Al palato ha notevole acidità e buon supporto glicerico, pulito con finale tipicamente ammandorlato. Bottiglie 8000

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico San Michele 2007
Verdicchio 100%. Trattasi del crù più importante della produzione, le cui uve provengono da una vecchia vigna di 40 anni di età. Naso molto elegante e articolato, alle note di tiglio seguono sentori fruttati agrumati, pesca, erbe aromatiche tra cui spicca una nota di menta, poi anice e sbuffi minerali iodati. Bocca potente e concentrata con tanta acidità e sapidità a supporto della nota alcolica e del frutto dolce. Molto lungo in persistenza con finale lievemente amarognolo ma elegante. Ottimo! Bottiglie 30000

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Le Case 2006:
Verdicchio 100%, il 20% delle uve affina in barrique sulle proprie fecce per circa 6 mesi. Giallo paglierino, all’ olfatto si evidenziano sentori di frutta gialla matura anche tropicale come l’ananas, acacia, fieno, nota balsamica, vaniglia e accenni minerali. All’assaggio è pieno e grasso, con adeguata freschezza e buon allungo sapido minerale che rende vivace la beva. Bottiglie 20000

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Pietrone Riserva 2004
Verdicchio 100% raccolto con leggera surmaturazione delle uve. Colore giallo oro, al naso si evidenziano note di frutta a polpa gialla matura, miele, fiori di acacia, fieno, timo, nota balsamica e sentori iodati. In  bocca è caldo, potente e ben bilanciato, con ritorni fruttati e lungo finale piacevolmente fruttato e minerale. Bottiglie 6000

Casa Nostra 2005
90% Montepulciano, 10% Sangiovese. Il vino affina 12 mesi in barrique. Colore rosso rubino cupo, naso intenso da cui affiorano sentori di viola, ciliegia sottospirito, prugna, lieve nota animale, sentori balsamici, tabacco e sottobosco. Al palato è pieno e potente, con adeguato supporto sapido e ritorni fruttati. Peccato decada un pò nel finale ma si beve molto bene.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito Rojano 2006
Verdicchio 100%. Il vino è prodotto da uve che appassiscono per il 50% in cassette e per la restante metà direttamente sulla pianta. Colore giallo oro. Naso molto inteso ricco di frutta di albicocca, fichi secchi, miele, erbe officinali e sentori iodati. Assaggio molto piacevole, lussuoso con buon equilibrio tra zucchero e acidità e dalla lunga chiusura in cui ritornano i sentori iodati. Vino dalla beva quasi semplice talmente è facile ma davvero buonissimo!

Commento finale: assaggi molto interessante, in cui si nota l’attenzione posta nei vini. A mio gusto personale preferisco le versioni di Manciano e ovviamente il San Michele che ha la stoffa del campione, ma tutta la batteria dei vini e davvero all’altezza della situazione. Complimenti!.

Sartarelli

Sartarelli è un’altra delle aziende di tradizione familiare che hanno rilanciato il Verdicchio dei Castelli di Jesi come uno dei grandi vini bianchi italiani. Le origini dell’azienda, che si trova a Poggio San Marcello, hanno inizio a partire dagli anni ’50 con Ferruccio, il quale aveva una decina di ettari di vigna ma poiché a quel tempo non rendeva molto, avviò anche un forno per la panificazione.

Sartarelli

Successivamente, nel 1972, decise di avviare ufficialmente anche l’attività vinicola iniziando con i primi imbottigliamenti, ma con la sua prematura scomparsa la gestione dell’attività è passata a sua figlia Donatella e a al marito Patrizio Chiacchiarini, a quel tempo ancora molto giovani, i quali con molti sacrifici sono riusciti a raggiungere l’alto livello qualitativo che tutti gli riconoscono. Dagli iniziali 12 ettari di vigna ereditati, oggi si è passati a 66 ettari, di cui circa 40 sono di proprietà e si trovano tutti intorno la zona di Montecarotto, nelle contrade Coste del Molino, Tralivio e Balciana aventi suoli di medio impasto calcareo-sabbioso come si riscontra solitamente nei comuni della denominazione dei Castelli di Jesi che si trovano sulla riva sinistra del fiume Esino.  Mi preme sottolineare che da una vigna vecchia di proprietà sono stati trovati circa 32 cloni diversi di Verdicchio da cui verranno selezionati quelli ritenuti i migliori per incrementare ulteriormente la qualità dei propri prodotti.

Per quanto concerne le lavorazioni di cantina, alla raccolta manuale effettuata in diversi passaggi, segue la pressatura molto soffice e il mosto ottenuto viene mantenuto per circa 2 giorni a circa 8° per favorirne l’illimpidimento per decantazione. Si procede poi con la fermentazione effettuata ad una temperatura di circa 20° per una durata che varia dai 20 ai 30 giorni in vasche di cemento o acciaio. Anche in questo caso, da qualche anno la pulizia del mosto avviene tramite un flottatore che serve a portare in alto le fecce e a ridurre quindi la perdita di prodotto, segue poi l’imbottigliamento.

I vini assaggiati:

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico 2008
Verdicchio 100%. Ha un colore giallo paglierino con riflessi verdi. Naso pulito ed elegante con note floreali, fruttate, agrumato, pesca, erbe di campo, mandorla e note minerali. Bocca fresca e succosa, di impostazione semplice, caratterizzato da bella scia minerale e finale pulito delicatamente ammandorlato. Bottiglie 230000

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Tralivio 2007
Verdicchio 100%. Paglierino con riflessi oro verde, esprime al naso buona intensità e varietà di profumi, fiori di acacia, mela verde, sentori agrumati, salvia e sentori minerali dai toni iodati. Al palato è pieno e vibrante nella sua acidità, ben bilanciato dai ritorni fruttati, con lunga scia sapida minerale e finale piacevolmente ammandorlato. Molto Buono. Bottiglie 100000

SartarelliVerdicchio dei Castelli di Jesi Classico Balciana 2007
Verdicchio 100%. Colore giallo oro, evidenzia un olfatto più grasso ma sempre elegante con note di camomilla, pompelmo, frutti tropicali, accenni balsamici, mandorla, anice e mineralità salmastra. In bocca è pieno, morbido, con le note sapide minerali a ravvivare la beva. Nel  lungo finale ritornano le note fruttate e di mandorla. Bottiglie 15000

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Balciana 2004
Verdicchio 100%. Giallo oro luminoso. Dopo qualche anno in bottiglia ha un naso complesso con intensi sentori di gomma, idrocarburi, arancio candito, miele, erbe officinali, frutto tropicale, nota balsamica e mineralità iodata. All’assaggio mantiene una buona freschezza, molto elegante ed in equilibrio anche se si percepisce un certo residuo zuccherino. Molto lungo in persistenza con ritorno ritmato delle sensazioni percepite al naso.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito 2006
Verdicchio 100%. Il vino è prodotto da uve raccolte tardivamente e in seguito appassite sui graticci per circa un mese. Colore giallo oro luminosissimo, l’impatto olfattivo è piuttosto intenso ed elegante, privo di note esageratamente dolci, in cui si evidenziano fiori gialli, miele, albicocca erbe officinali, nocciola e sbuffi minerali. Al palato è avvolgente con adeguata freschezza a bilanciare le note morbide e piacevolissimo finale ricco di frutta e delicatamente ammandorlato.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito 2007
Verdicchio 100%. La seconda annata di produzione di questo vino presenta un naso dai sentori più delicati in questa fase, in cui si evidenzia una maggior freschezza floreale e fruttata con sensazioni anche agrumate e di zagara, poi erbe aromatiche, miele, frutta secca e note iodate. All’assaggio, si conferma un vino più verticale e scorrevole con tanta freschezza e maggior dinamicità di beva e con un bell’allungo in persistenza. Davvero buono!

Commento finale: devo dire che i vini di Sartarelli sono una certezza e caratterizzati sempre da una certa eleganza. I miei favori vanno soprattutto al Classico, anche per facilità di reperibilità ad un prezzo molto basso e al Tralivio, che sento più mio come stile, rispetto al Balciana seppur buonissimo devo riconoscere e chi mi ha favorevolmente stupito per la tenuta in longevità. Il Passito poi è veramente un piccolo gioiello da non farsi sfuggire se siete amanti dei vini dolci.

Villa Bucci

Sartarelli

Ampelio Bucci è senza alcun dubbio il punto di riferimento della zona del Verdicchio dei Castelli di Jesi, più o meno quello che rappresenta Valentini per il Trebbiano e il Montepulciano d’Abruzzo, artefice da oltre vent’anni di uno dei grandi Classici in bianco dell’enologia italiana che a quel tempo si potevano contare veramente sulla dita di una mano, ed in particolare, il Verdicchio era considerato un vino di scarsa qualità famoso solo per la bottiglia ad anfora.
La famiglia Bucci si occupa di agricoltura praticamente da sempre e ad oggi la proprietà consta di circa 400 ettari, da cui oltre al vino produce, grano, mais, girasole e olio. La parte vitata, circa 31 ettari, è suddivisa in 5 Vigne di Verdicchio che si trovano tra Montecarotto e Serra de Conti, e due vigne a Montepulciano e Sangiovese destinate alla produzione del Rosso Piceno. Tanta è l’attenzione riposta in vigna, di fatto a coltivazione biologica, anche se non è stata mai richiesta la certificazione, e dove sono presenti impianti anche di 40 anni di età, inoltre è stata effettuata una selezione clonale con l’individuazione di un clone presente solo in queste vigne e chiamato “impropriamente” clone Bucci solo perchè mai certificato.
La raccolta viene effettuata in diversi passaggi, cui segue la pressatura soffice delle uve e solo la prima pressatura viene utilizzata per la produzione dei vini. Si procede poi con la fermentazione e con la malolattica in botti di Slavonia di circa 50 anni di età ed il tutto avviene per vigne separate e senza aiuti tecnologici o forzature varie, lasciando che la natura faccia il suo corso e ciò è reso  possibile grazie alla cantina sotterranea perfettamente isolata dagli agenti atmosferici. Si procede poi all’assaggio delle varie botti e solo allora si decide l’assemblaggio e quali partite di vino vengono destinate alla Riserva e quindi adatte a continuare l’affinamento e quali, invece, andranno ad essere utilizzate per il vino base.

Sartarelli

I vini assaggiati:

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico 2008
Verdicchio 100%. Giallo paglierino con riflessi verdi, offre al naso un ventaglio di profumi di grande nitidezza ed eleganza tra cui notiamo fiori bianchi, camomilla, pesca, mela, anice, intensa mineralità ed erbe di campo. Al gusto il vino ha una beva gustosa, fresca, piena, con bel ritorno fruttato, finale lievemente sulla mandorla e lunga persistenza minerale. Bottiglie 75000

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Villa Bucci Riserva 2006
Verdicchio 100%. Colore paglierino intenso con riflessi verdi. All’olfatto si nota subito maggior profondità e ampiezza rispetto alla versione base, ed esprime sentori di frutto maturo, frutta secca, miele, roccia spaccata, pietra focaia ed erbe aromatiche. In bocca è ancora giovane, con evidente acidità e sapidità, seppur in equilibrio con la pienezza e la parte alcolica. Finale di bocca dai sentori piacevoli di frutta secca e molto lunga è la chiusura dai toni minerali. Buonissimo! Bottiglie 20000

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Villa Bucci Riserva 2005
Verdicchio 100%. Con un solo anno in più di bottiglia si evidenzia un naso diverso e più evoluto di note terziarie, sbuffi di kerosene, pietra focaia, fieno, nocciola, frutto giallo Villa Buccimaturo, mandorla, erbe officinali. All’assaggio ha un corpo un filo meno strutturato rispetto al 2006, ma molto dinamico nella fase gustativa, con un frutto appena più dolce e bella sapidità minerale dai toni di pietra focaia che ne caratterizza il finale.

Rosso Piceno Pongelli 2007
Montepulciano 50%, Sangiovese 50%. Rosso rubino compatto, evidenzia intensi sentori di viola, prugna, mora, poi pepe, rabarbaro, tabacco e note di terra. Attacco pieno e morbido, ravvivato subito da adeguata acidità e caratterizzato da una beva molto facile con ritorno dei sentori fruttati e speziati. Bottiglie 20000

Rosso Piceno Villa Bucci Rosso 2004
Montepulciano 70%, Sangiovese 30%. Il vino affina 12 mesi in botti di rovere. Colore rosso rubino con accenni granato. Al naso denota una lieve chiusura che sparisce con qualche roteazione del bicchiere, da cui affiorano  delicati sentori floreali, macchia mediterranea, frutto maturo di prugna, liquirizia, china,
 rabarbaro e note di sottobosco, tutto però in un conteso molto elegante. Assaggio succoso, pieno, avvolgente, ravvivato soprattutto dalle note sapide minerali e dal tannino fitto e di ottima qualità. In retrolfatto, ritornano le note di frutta e di spezie e il finale denota una lunga persistenza dai sentori di liquirizia. Ottimo! Bottiglie 5000.

Commento finale: i vini di Bucci non li scopriamo certo oggi, a mio modo di vedere si caratterizzano per una certa pulizia ed eleganza che guarda molto ai vini francesi. Anche se avevo detto al buon Gabriele Tanfani che sarebbe rimasto un segreto tra noi, ho voluto assaggiare anche il vino che viene scartato e rivenduto sfuso che a quanto mi è stato detto, Ampelio non desidera far assaggiare a chi visita l’azienda. Ebbene vi posso garantire che si tratta di un vino ottimo, beverino, sempre elegante, con appena qualche scontrosità in più ed un finale leggermente più corto rispetto al vino base imbottigliato, e di certo più buono di tanti vini presenti sul mercato. Questo si che significa fare qualità!

Fattoria Coroncino

La Fattoria Coroncino è un’azienda a conduzione familiare situata nel comune di Staffolo e nata intorno alla metà degli anni 80. A detta dello stesso Lucio Canestrari, proprietario tuttofare di Coroncino, gli inizi sono stati molto difficili essendo partito praticamente dal nulla, me nel tempo ha dato prova di produrre dei Verdicchio di grande qualità.

Fattoria Coroncino

La superficie vitata è di circa 9,5 ettari di proprietà, a cui si aggiunge un altro mezzo ettaro in affitto, situati in diverse zone con terreni che vanno dai 250 a 400 metri di altezza sul livello del mare. In particolare, il vigneto da cui proviene il Verdicchio Coroncino si trova su suoli in prevalenza argillosi, mentre quelli del vigneto Gaiospino hanno suoli con prevalenza maggiore di marna calcarea, pertanto devo dire che avere la possibilità di assaggiare lo stesso vino fatto dalla stessa mano ma con uve provenienti da suoli diversi è stata veramente un’esperienza didattica sul Verdicchio che consiglio a tutti di provare. In vigna sono presenti impianti che vanno dai 30 anni di età fino al più recente del 2004, con produzioni limitate e raccolta che avviene tardivamente, mentre in cantina la fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata e dopo l’affinamento, il vino viene imbottigliato senza effettuare alcun travaso.

I vini assaggiati:

Fattoria CoroncinoVerdicchio dei Castelli di Jesi Classico Bacco 2007
Verdicchio 100%. Trattasi del vino di accesso della produzione ed è l’unico della produzione che è il prodotto di un assemblaggio tra terreni diversi. Giallo paglierino con riflessi verdi, evidenzia sentori olfattivi puliti e delicati, fiori bianchi, frutta a polpa bianca, erbaceo ed in sottofondo una nota minerale piuttosto elegante. Al palato denota tanta acidità, ben bilanciata dal frutto dolce e da adeguata nota glicerica ed un finale sapido minerale elegante. Vino semplice e pulito ma buonissimo! Bottiglie 10000

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Coroncino 2007
Verdicchio 100%. Giallo paglierino luminoso al colore, offre un naso intenso e più rustico, fiori di acacia, anice, accenni di miele, frutta a polpa gialla anche tropicale, nota di fieno e mineralità. In bocca è pieno, caldo, con tanta acidità e sapidità viva a bilanciare il corpo del vino, tornano le note fruttate, il miele e in persistenza è molto lungo con finale dai sentori ammandorlati. Bottiglie 25000

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico
Gaiospino 2006
Verdicchio 100%. Circa il 20% del vino affina per 18 mesi in legno francese. Giallo paglierino luminoso. L’impatto olfattivo è più delicato ed elegante, fiori gialli, pepe bianco, erbe aromatiche tra cui è nettissima la salvia, poi nocciola, frutta esotica e a polpa gialla, lieve vaniglia e intensa mineralità di pietra focaia e roccia spaccata. Attacco morbido e pieno, subito ravvivato da freschezza e sapidità minerale, tornano le note di frutta e di erbe e il finale è molto lungo e delicatamente ammandorlato. Ottimo! Bottiglie 10000

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Gaiospino Fumé 2005
Verdicchio 100%. Il vino fermenta in legno nuovo. Colore giallo paglierino dorato, evidenzia profumi di fiori gialli secchi, frutta matura, miele, fieno, nota balsamica, accenni di ossidazione tipo sherry e mineralità scura dai toni fumé. Al palato è pieno e morbido, ricco di frutto maturo e con adeguata acidità e sapidità. Buona la persistenza in cui ritornano le note affumicate. Bottiglie 10000

Fattoria Coroncino

Bambulè Passito 2003

Verdicchio 100%. Il vino affina per circa 5 anni in legno nuovo. Trattasi di un vino prodotto con uve stramature di Verdicchio, ha un colore dorato luminoso, con qualche accenno ambrato. Al naso è intenso ed elegante, con note di albicocca, fico secco, poi erbe officinali, spezie tipo il cardamomo, poi miele e nota balsamica e mineralità iodata. Pieno, caldo e avvolgente al palato, in cui i circa 16% di alcol sono ben bilanciati da prepotente sapidità e dalla nota acida. Il finale di bocca è davvero interminabile con ritorno soprattutto delle note fruttate dolci e anche di frutta secca.

Commento finale:  anche se la Fattoria Coroncino è da tempo una realtà ormai affermata, la qualità elevata dei suoi vini stanno a dimostrare ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che operando bene in vigna ed in cantina, senza scorciatoie o alchimie, i risultati e le soddisfazioni arrivano e ripagano degli sforzi fatti. Personalmente, ma si tratta di un mio gusto personale, preferisco l’eleganza e la mineralità più spinta del Gaiospino, rispetto alla rusticità del Coroncino, ma ad avercene sempre di vini così, sarebbe festa tutti i giorni. Vi segnalo caldamente il Bacco un piccolo capolavoro di piacevolezza ad un prezzo a dir poco regalato.

Fattoria San Lorenzo

Trattasi di un’azienda a conduzione familiare, tramandata di padre in figlio le cui origini in realtà sono abruzzesi e risalgono al 1700 e successivamente, circa un secolo dopo, la famiglia si stabilì nelle Marche. Oggi l’azienda si trova a Montecarotto e gestisce circa 35 ettari di vigneti, tra quelli di proprietà e quelli in affitto e alla conduzione dell’azienda troviamo Natalino Crognaletti, che continua a lavorare le sue vigne così come gli è stato insegnato da suo papà Gino che già da tempo aveva effettuato un lungo lavoro di selezione dei cloni di Verdicchio, preferendo quelli più spargoli, il quale a sua volta lo aveva imparato da Enrico, nonno di Natalino, che tra le altre cose svolgeva il mestiere di bottaio e quindi selezionava le migliori querce per costruire le proprie botti.

Fattoria San Lorenzo

Le vigne sono dislocate tra i comuni di Montecarotto, Ostra Vetere e Corinaldo, tutte condotte secondo i principi biodinamici, tenendo conto quindi di tutto l’ambiente e le influenze delle stelle.
Per quel che concerne le pratiche di cantina, queste consistono semplicemente in fermentazioni fatte utilizzando solo i lieviti indigeni, in acciaio o cemento, senza controllo di temperatura e lunghi affinamenti sulle fecce fini che, per quanto riguarda il San Lorenzo, durano per circa 10 anni. Certo questa può sembrare una pratica strana a chi non conosce Natalino e i suoi vini, ma gli assaggi effettuati dalla vasca di circa 10 vendemmie di San Lorenzo ancora in affinamento, stanno a dimostrare che trattasi di un vino fantastico in cui la tensione acido-sapida è protagonista assoluta e che solo a partire da circa il sesto, settimo anno di affinamento inizia ad evolversi sviluppando tutta una serie di caratteristiche organolettiche terziarie inimmaginabili che si fondono con le note più fresche sempre comunque presenti.
Oltre al Verdicchio sono presenti anche Montepulciano, Sangiovese e Lacrima i quali effettuano una fermentazione con macerazione per circa 4 settimane che vengono poi affinati in legni di dimensione diverse tutti comunque molto vecchi ma che vengono trattati con una cura tale da sembrare anche nuovi. Il primo imbottigliamento risale solo al 1995 in quanto sino ad allora il vino veniva prodotto solo per autoconsumo o venduto a famiglie della zona.

Fattoria San Lorenzo

I vini assaggiati:

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Vigna delle Oche 2007
Verdicchio 100%. Paglierino con riflessi verdi, intenso ed elegante all’olfatto in cui troviamo note di mela verde, agrumi, pesca, poi erbe mediterranee, anice e sbuffi minerali di pietra focaia. Assaggio pieno e vibrante, in cui la trama gustativa è scandita da acidità e sapidità con piacevoli ritorni fruttati anche dai toni di frutta secca. Pulito e molto lungo il finale in persistenza. Bottiglie 18000.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Vigna delle Oche Riserva 2005
Verdicchio 100%. Giallo paglierino luminoso. Al naso è subito evidentissima le note di lievito frutto del riposo sulle fecce, poi frutta gialla, fieno, agrumi, accenni di miele, nocciola, origano e intensa mineralità a fare da sottofondo. Bocca molto viva, saporita, ricca di un frutto più maturo che si allarga nel palato e caratterizzato da una persistenza minerale lunghissima. Bottiglie 15000.

Rosso Piceno Burello 2005
Montepulciano 60%, Sangiovese 40%. Il vino affina per circa due anni in botte. Rubino compatto al colore, offre sentori intensi di prugna, mora, ciliegia scura, nota di viola, poi rabarbaro, china, mineralità scura e sottobosco. Al palato è pieno e avvolgente con adeguata acidità e sapidità e tannino fine. Bello e pulito il lungo finale in cui ritornano le note minerali e speziate. Bottiglie 12000.

Rosso Piceno Burello 2004
Montepulciano 60%, Sangiovese 40%. Presenta un naso caratterizzato da note più scure, un frutto più maturo, intensi sentori di china, balsamicità, radice di liquirizia, terra e mineralità dalle note affumicate e ferrose. Bocca molto fresca, viva nell’acidità e che in progressione si allarga al palato con grande ricchezza fruttata. Il tannino è molto elegante e il finale è lungo su sentori minerali e di liquirizia.

Solleone 2004
Montepulciano 100%. Il vino affina per 30 mesi in botte grande. Rubino cupo al colore, esprime sentori intensi ed articolati ricco di frutti di bosco sia rossi che scuri, timo, note di macchia mediterranea, tabacco, liquirizia, rabarbaro, terra e note balsamiche. L’ingresso al palato è morbido, avvolgente e dai toni fruttati ben ravvivato soprattutto da sapidità e dal tannino rotondo. Stupisce per eleganza e facilità di beva pur essendo un vino molto largo al palato e dalla lunghissima persistenza in cui ritornano le note percepite al naso. Bottiglie 12000.

Commento finale: batteria di assaggi a dir poco fantastici, il Verdicchio ha una freschezza e dinamicità di beva impeccabile che devo dire spesso viene a mancare in molti vini naturali, ma di certo non è questo il caso. Personalmente la grande sorpresa sono soprattutto i rossi, sia per un Lacrima eccezionale, purtroppo prodotto in un migliaio di bottiglie, che non ha nulla a che vedere rispetto a quanto il mercato ci offre, sia per il Montepulciano di rara eleganza e facilità al bicchiere, del resto questo non deve meravigliare perché Natalino è un palato esperto e raffinato che difficilmente si riscontra con la maggioranza dei produttori abituati ad assaggiare solo il proprio vino e qualche altro prodotto della propria zona.