| 14 Maggio 2010
TENUTA IL POGGIONE

Sorta grazie a Lavinio Franceschi con l’ acquisto agli inizi del ‘900 dei terreni della Tenuta a S. Angelo in Colle la proprietà, tuttora detenuta dai suoi discendenti Leopoldo e Livia Franceschi, rappresenta oggi una delle aziende di maggior estensione a Montalcino ma come i risultati testimoniano ne fanno una delle aziende di riferimento del Brunello. Costituita in 600 ettari di proprietà di cui 125 dedicati alle vigne e circa 70 alla coltura delle olive, da oltre 30 anni alla guida della Tenuta troviamo Fabrizio Bindocci da qualche anno affiancato dal figlio Alessandro.
Nonostante le notevoli dimensioni dell’azienda nulla viene lasciato e si procede secondo i più alti livelli qualitativi nella gestione dei terreni, e tanto per rendere l’idea la raccolta delle uve viene fatta manualmente e con diversi passaggi in vigna, con un notevole impiego di forze e tempo per una estensione di vigne così importante, comunque necessario per produrre vini di eccellenza. La fermentazione avviene in tini d’acciaio solo tramite l’utilizzo dei lieviti indigeni e a cappello sommerso, assicurandosi che ogni vasca abbia la propria quantità di vinaccioli per assicurare quel corredo tannico tale da garantirne una lunghissima longevità, di circa 3 settimane per il Brunello annata, 4 per il Brunello Riserva. Successivamente, il vino passa alla fase di maturazione in legno che fino al 1996 avveniva in grandi botti di rovere di Slavonia, mentre, dal 1997 si svolge in botti grandi di rovere francese, dai 30 ai 36 mesi per il Brunello, dai 40 ai 48 mesi per il Brunello Riserva.
I vini assaggiati:
Lo Sbrancato 2008: prima annata di produzione di questo rosè da Sangiovese. Luminosissimo nei suoi toni cerasuolo presenta sentori freschi e intriganti di fragola e lampone, note floreali e delicata speziatura di pepe rosa. Attacco fresco e piuttosto strutturato per la tipologia, con bel ritorno fruttato a bilanciare la beva. Finale sapido e di buona lunghezza per un vino piacevolissimo e dissetante.
Rosso di Montalcino 2007: prodotto dalle uve delle vigne di Brunello più giovani dell’azienda, affina per circa 12 mesi tra botte grande e barrique. Piacevolissimo da subito al naso, molto ricco di frutti maturi quali la ciliegia e il lampone, speziatura di cannella, noce moscata, poi liquirizia e accenni terrosi. Si conferma ottimo all’assaggio, croccante, con bella scia sapida minerale e un tannino elegante a fare da contorno. Finale di adeguata persistenza in cui ritornano le note di liquirizia.
Brunello di Montalcino 2004: è prodotto solo con le uve provenienti da vigne di almeno 20 anni di età. Di colore rubino, evidenzia sentori olfattivi eleganti e profondi, da subito terroso, speziato e iodato e solo in seguito ecco farsi spazio le note di fiori, poi liquirizia e ciliegia. Al palato è pieno, profondo, piacevolemente fruttato con decisa vena acido sapida a garantirne già una bella dinamicità gustativa. Tannino perfetto e lunga persistenza finale in cui tornano le note speziate e minerali.
Brunello di Montalcino 2005: rubino compatto, evidenza sentori olfattivi di bella espressione, didattici nella lettura di ciliegia macerata, viola, liquirizia, tabacco, nota balsamica, sottobosco e sentori ferrosi e iodati. Bocca fresca, croccante, con la solita beva elegante e dissetante. Dinamico nella sua sapidità, con una bella trama tattile e i tannini sono sempre ottimamente gestiti. Chiude lungo con ritorni terrosi e fruttati.
Brunello di Montalcino Riserva Paganelli 2003: è prodotto solo dalle uve provenienti dal vigneto “Paganelli” le cui viti sono state impiantate nel 1964. Rubino compatto al colore, denota da subito un naso molto aperto e goloso, ricco di frutta matura, poi ecco la nota iodata, e a seguire terra e speziatura dolce. All’assaggio rivela una beva più pronta ed avvolgente, ma sempre con adeguata freschezza e sapidità a donare vivacità gustativa anche in un’annata torrida come questa. Persistenza lunga e con piacevoli rimandi fruttati e speziati.
Brunello di Montalcino Riserva Paganelli 2004: rubino cupo al colore, naso molto elegante, ampio e complesso, su note di frutti rossi maturi, nota balsamica, arancia rossa, liquirizia, china, timo, sottobosco, terra e mineralità grafitosa. Al palato si conferma molto elegante, facile ma comunque pieno, fresco e piacevole nei ritorni fruttati e segnato da una lenta progressione sapida e da tannini finissimi. Lunghissimo il finale con ritorni di tutto quanto percepito al naso.
Commento finale: ritengo la Tenuta il Poggione come una delle dieci realtà più importanti che abbiamo in Italia, capace ogni anno di fare grandi numeri, vedi le circa 150-200 mila bottiglie di Brunello annata e di essere sempre tra i migliori assaggi di Montalcino. E come non ricordare l’incredibile verticale di Brunello di Montalcino da poco tenuta allo scorso Roma Vino Excellence risalente addirittura al 1955. Il merito di tutto questo va soprattutto a Fabrizio Bindocci secondo me da prendere ad esempio e riferimento assoluto per il prestigio di Montalcino e del Brunello nel mondo.
TENUTA LE POTAZZINE

Piccola realtà sorta ufficialmente nel 1993 di proprietà di Giuseppe Gorelli, già tecnico al Consorzio di Montalcino ed enologo per altre aziende della zona. Le proprietà gestisce attualmente circa otto ettari di vigne di cui circa 3,5 intorno alla proprietà in località la Prata, poste a circa 500 metri di altezza su suoli molto ricchi con una presenza importante di acqua nel sottosuolo, circa 1,5 a Sant’Angelo a 320 metri sul livello del mare, aventi terreni più magri con maggior presenza di sassi e galestro e per finire circa 3 ettari gestiti in affitto in zona Castelnuovo dell’Abate di cui uno ammesso per la produzione di Sant’Antimo.
In cantina la vinificazione delle uve avviene in acciaio per vigne separate e solo utilizzando i lieviti delle uve con un lungo periodo di macerazione sulle bucce di circa un mese, sia per Rosso che Brunello e oltre il mese per la Riserva. Terminata questa fase si procede con la maturazione dei vini sempre mantenendo le vigne separate, in botti di Slavonia per circa 10 mesi il Rosso, oltre 3 anni per il Brunello e oltre 4 per la Riserva e soltanto prima della messa in bottiglia si procede con l’assemblaggio dei vini delle varie vigne che non segue uno schema fisso ma varia secondo l’idea che Giuseppe si è fatto attraverso i vari assaggi dalle botti e lo stesso avviene anche per la Riserva che viene prodotta solo nelle annate valutate a cinque stelle dal Consorzio. L’affinamento in bottiglia è di circa 6 mesi per il Rosso e circa 12 mesi per Brunello e Brunello Riserva.
I vini assaggiati:
Rosso di Montalcino 2007: rosso rubino pieno al colore, esprime sentori eleganti e di una certa complessità, con un bel frutto rosso integro, speziatura dolce, cuoio, viola e terra. In bocca è piacevolissimo, facile, succoso e di bella avvolgenza fruttata con finale persistente su ritorni fruttati e speziati. Credo sia tra i migliori esempi di Rosso, se non il migliore, che non ambisce ad essere un Brunello ma si fa apprezzare per una piacevolezza e bevibilità eccezionale.
Rosso di Montalcino 2008: bel tono di rubino luminoso e trasparente. Si evidenzia per un olfatto per certi versi più ricco e strutturato con tanta ciliegia croccante,
lampone, erbe mediterranee, rabarbaro, tabacco, spezie e terra. All’assaggio conferma la solita avvolgenza fruttata, in un contesto di bella struttura, adeguata acidità a supporto e tannino elegantissimo. Piacevolissimo nel finale dai toni fruttati e speziati.
Brunello di Montalcino 2004: complesso e profondo all’naso, si apre su toni speziati, mentolati e di una certa mineralità ferrosa. A seguire note di piccoli frutti rossi, fiori appassiti, china, rabarbaro e sottobosco. Al palato è pieno, potente e di grande eleganza, con un già ottimo equilibrio in tutte le sue componenti riccamente fruttate e dalla viva sapidità minerale. Tannini perfetti e dolci e lunghissima persistenza finale su rimandi terrosi e minerali.
Brunello di Montalcino 2005: colore rubino luminoso e trasparente, ha un approccio olfattivo più delicato ma molto raffinato di violetta, ribes, lampone, ciliegia croccante, poi erbe aromatiche, liquirizia, spezie dolci e accenni di terra. All’assaggio ha un approccio più verticale e diretto del vino precedente ma molto piacevole e di buona struttura, con ottima acidità a supporto ed il solito corredo tannico dalla grana molto fine. Denota adeguata persistenza con rimandi fruttati e speziati.
Brunello di Montalcino Riserva 2004: rubino compatto al colore, da subito profondo e terroso al naso, a seguire sentori fruttati di ciliegia e frutti di bosco, poi sentori balsamici, macchia mediterranea, china, tabacco e nota minerala. Al palato è pieno e compatto, di grande struttura con già un buon equilibrio e un tannino fitto ma di grande qualità. Sicuramente giovane ma con una progressione gustativa molto lunga e dinamica in cui tornano nel finale le note speziate e terrose.

Commento finale: non sono il primo ad essersene accorto e sarà anche banale a dirsi ma Giuseppe e davvero bravissimo e per me merita di avere molti più riconoscimenti e apprezzamento di quelli che sicuramente ha sino ad ora ottenuto. I suoi vini si distinguono per un insieme di piacevolezza eleganza, complessità e facilità di beva straordinarie, per me è senza alcun dubbio uno dei produttori di riferimento sia per il Rosso che per il Brunello.
TIEZZI

Azienda fondata negli anni ’80 da Enzo Tiezzi, da lungo tempo presente attivamente nel territorio svolgendo sia la funzione di agronomo e di enologo per molte aziende ilcinesi, che ricoprendo la carica di presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino.

La proprietà comprende circa 5,5 ettari di vigna situati in parte nella zona nord della denominazione e il resto, intorno la sede aziendale in cui troviamo i circa 1,5 ettari del vigneto Soccorso proprio a ridosso delle mura di Montalcino, aventi un sesto di impianto ad alberello e da dove è stato prodotto nel lontano 1870 il primo vino che abbia riportato in etichetta la dicitura “Brunello”, vincitore di numerosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero che è possibile ammirare visitando l’azienda.
In cantina la vinificazione avviene in maniera assolutamente tradizionale per entrambi i Brunello prodotti, Annata e Vigna Soccorso. Fermentazione delle uve in tini troncoconici utilizzando i lieviti indigeni per una durata di circa 4 settimane compreso il periodo di macerazione delle bucce a cui seguono circa 4 anni di affinamento in botte grande di Slavonia.
I vini assaggiati:
Rosso di Montalcino 2008: trattasi dello stesso vino destinato al Brunello con la differenza che affina per 12 mesi in botte grande invece dei soliti 4 anni. Rubino luminoso, evidenza sentori di buona intensità e piuttosto austeri di frutti rossi maturi, fiori appassiti, spezie orientali e macchia mediterranea. Attacca pieno e fresco con bella avvolgenza fruttata e piacevole scia minerale. Tannino croccante e di qualità e buona persistenza.
Brunello di Montalcino 2004: rubino compatto al colore, approccio olfattivo piuttosto profondo ed espressivo in cui si rilevano note floreali di viola, ciliegia matura, noce moscata, timo, cuoio, tabacco, note balasamiche e di sottobosco. Al palato ha grande eleganza, ben scandito da acidità e sapidità con piacevoli rimandi fruttati a bilanciare. Tannini fitti ma ben integrati con il corpo del vino e lungo finale dai ritorni speziati e terrosi.
Brunello di Montalcino Vigna Soccorso 2004: il vino ha un impatto al naso più austero e reticente, ma molto elegante in cui affiorano note speziate di cannella, pepe, poi liquirizia, china, mineralità scura, terra e solo dopo sensazioni floreali e di piccoli frutti di bosco. Potente in bocca, giovanissimo ma già integrato, sfodera un tannino molto fitto e di qualità. Ha sicuramente bisogno di più tempo ma mostra già dinamicità e ritmo al palato dalla persistenza lunghissima con ritorno delle sensazioni percepite all’olfatto.
Brunello di Montalcino 2005: colore rosso rubino luminoso, naso elegante e didattico, ricco di sensazioni di viola, ciliegia croccante, mirtilli, speziatura orientale, rabarbaro e accenni minerali e terrosi. Attacco fresco, vivo e succoso, con buona struttura e ben scandito dalle note sapide minerali. Tannino ricco e finale lungo e raffinato con rimandi fruttati e speziati.
Brunello di Montalcino Vigna Soccorso 2005: rosso rubino pieno al colore, evidenzia come già riscontrato per il 2004 un approccio olfattivo più profondo e austero. Terra, china, sensazioni minerali scure e note di fumo, lasciano spazio dopo qualche tempo a note di frutti di bosco croccanti, note balsamiche, tabacco e erbe di macchia mediterranea. L’impatto al palato è potente, ancora duro ma saporito nella sua sapidità minerale e nella dolcezza del frutto. Il tannino è ancora giovane ma ottimamente gestito e nel finale il vino allunga garantendo una persistenza notevole dai ritorni speziati e terrosi.
Commento finale: un’altra di quelle piccole aziende che lavorano bene e secondo me rappresentano Montalcino o quanto meno quello che io mi aspetto di trovare in un Brunello e che vorrei se ne parlasse di più. Due diverse interpretazioni di Brunello, una per così dire di più facile lettura anche da giovane, ma che resta sempre un vino importante e un altro, il Vigna Soccorso che sicuramente offre una maggior profondità, sia per qualità dei terreni che per l’impianto ad alberello, ma che ha bisogno di essere lasciato per diverso tempo in cantina prima che possa essere apprezzato come merita, non ultimo prezzi assolutamente imbattibili.
SESTA DI SOPRA

E’ una piccola azienda situata nel versante meridionale di Montalcino in località Sesta, tra Castelnuovo dell’Abate e Sant’Angelo in Colle, di proprietà di Enrica Bandirola ed Ettore Spina i quali acquistato il podere nel 1980 come casa per le vacanze, decidono, una volta che Ettore ha terminato l’attività di dirigente di banca, di trasferirsi a Montalcino ed intraprendere l’attività di viticoltori iniziando a produrre vino con la vendemmia 1999.
Circa 2,5 sono gli ettari dedicati alla vigna di questa bella tenuta di 44 ettari circondata dai boschi, aventi un altezza media sul livello del mare di 380 metri, su terreno di medio impasto molto ricco di calcare e galestro. Le dimensioni non estese delle vigne consentono pertanto di avere una cura oserei dire “maniacale” delle vigne e dei propri grappoli da parte di Enrica ed Ettore, nonchè della parte enologica.
Fermentazione in acciaio delle uve, per una durata di circa 3 settimane compreso il periodo di macerazione terminata la quale, si procede immediatamente con la malolattica ed infine il vino matura per circa 3 anni in botti grandi di Slavonia seguiti poi da ulteriori 12 mesi di affinamento in bottiglia

I vini assaggiati:
Rosso di Montalcino 2007: colore rubino, evidenzia sentori olfattivi austeri ed eleganti, con evidenza di erbe aromatiche, balsamicità, cannella, noce moscata e frutto rosso maturo. Al palato è equilibrato, con buona struttura, piacevolmente sapido e con tannini fini. Buona la persistenza su toni di liquirizia.
Rosso di Montalcino 2008: rosso rubino luminoso, ricco e goloso nelle note di frutti rossi al naso, poi floreale, tabacco, speziatura dolce, erbe di macchia e accenni di terra. Attacco pieno, fresco, equilibrato, molto piacevole nell’avvolgenza fruttata. Lungo e pulito il finale su ritorni speziati.
Brunello di Montalcino 2004: rubino compatto al colore, ha un impatto al naso piuttosto austero, a note di ciliegia matura si affiancano sentori di sottobosco, terra, poi ricca speziatura di cannella, pepe, tabacco, cuoio, erbe di macchia, nota balsamica e sentori minerali. Ampio al palato, fresco, ricco nella componente fruttata, di bella progressione gustativa e con lunga scia sapida minerale. Molto persistente con finale dai toni speziati e terrosi.
Brunello di Montalcino 2005: rosso rubino luminoso al colore, regala sentori olfattivi molto classici di viola, ciliegia sottospirito, frutti di bosco ed a seguire note di liquirizia, mineralità scura e dai toni salmastri, terra, nota balsamica ed erbe aromatiche. In bocca è pieno, compatto, con acidità ben in evidenza e con un bel frutto dolce e croccante. Ha già gran ritmo al palato segnato dalla sapidità ed un tannino fitto e di qualità. Molto lungo in presistenza con chiusura dai toni speziati e minerali. Indubbiamente tra i migliori 2005 assaggiati.
Brunello di Montalcino Riserva 2004: trattasi della prima riserva prodotta esclusivamente in Magnum che ho avuto il privilegio di assaggiare già diverse volte. Rubino compatto al colore, ha un impatto al naso profondo ed austero, da subito terroso e speziato, poi note di radici, sottobosco, erbe di macchia, mineralità scura e solo in seguito ecco sopraggiungere sentori di viola e piccoli frutti di bosco. Al palato è pieno e potente ma pur sempre elegante, rivelando tutta la sua giovinezza. Ancora un pò duro nelle note acide e nel tannino importante ma mostra già un allungo notevole in cui tornano le note percepite al naso. Merita sicuramente di essere dimenticato in cantina per diversi anni.
Commento finale: a Sesta di Sopra si respira sempre un’aria rilassata e consiglio a tutti di far visita ad Enrica ed Ettore, due persone davvero squisite che fanno vino per la passione di farlo senza preoccuparsi troppo di tutta la frenesia che circonda il mondo del vino, distributori, giornalisti e guide varie, anche se in ogni caso i risultati sono eccellenti. La produzione è limitata per ovvie ragioni, però voglio spronarvi a cercare e ad assaggiare i loro vini, interpreti fedeli di questo angolo di Montalcino, ne sarete sicuramente soddisfatti.
PIAN DELL’ORINO

Bella realtà situata nella zona del Greppo e avviata nel corso degli anni’ 90 da Caroline Pobitzer e Jan Erbach che hanno trovato in Montalcino, il luogo ideale per produrre grande vino. La proprietà consta di circa 6 ettari di vigneti dislocati in quattro appezzamenti diversi, parte intorno alla casa e sede dell’azienda, parte a Castelnuovo dell’Abate, distinte in Pian dell’Orino, Vigna Pian Bassolino, Vigna Scopeta e Vigna Cancello Rosso, aventi esposizioni e suoli dalle tipologie differenti con predominanza variabile di galestro, argilla, calcare, sedimenti marini o anche con presenza di ferro.
Sin da subito si è iniziato a praticare l’agricoltura biologica per passare più recentemente ai dettami biodinamici e le produzioni di uva sono piuttosto basse e si aggirano intorno ad un chilo per pianta.
Anche in cantina si sta molto attenti all’ambiente e alla pulizia, tanto da essere stata progettata e costruita solo con materiali naturali ed ha una forma curiosamente arrotondata soprattutto per
evitare il sopraggiungere delle muffe che si annidano sempre negli angoli degli edifici.
La fermentazione avviene in acciaio, solo con i lieviti delle uve e macerazione sulle bucce di circa 3 settimane per il Rosso e da 4 a 8 settimane per il Brunello. La maloattica avviene in botti da 500 litri o barrique per il Rosso, dove il vino affina per circa un anno e in botti grandi e tonneaux, solitamente durante la primavera per il vino destinato al Brunello dove affina per circa 3 anni.

I vini assaggiati:
Rosso di Montalcino 2007: rubino pieno al colore, all’olfatto è ricco di frutta rossa golosa come ciliegia croccante e frutti di bosco, poi intense note floreali, speziatura di cannella e noce moscata, erbe e sensazioni minerali. Bocca piena e appagante, saporita nelle sue note sapide minerali, tannino dolce e integrato e buona allungo in persistenza su ritorni speziati e fruttati.
Rosso di Montalcino 2008: rosso rubino luminoso, sfoggia un naso elegante e giovanile in cui si succedono note floreali, frutti rossi, erbe aromatiche, liquirizia, speziatura dolce e note di arancia rossa. Fresco e avvolgente al palato, evidenzia una struttura importante pur in un contesto di facile beva. Ancora croccante nei tannini comunque di buona fattura e finale persistente su rimandi fruttati.
Brunello di Montalcino 2004: rosso rubino compatto, evidenzia un impatto olfattivo elegante, inizialmente su note di spezie orientali, poi frutti rossi, agrumi, nota balsamica, tabacco, china, terra e mineralità scura. Ampio ed equilibrato al palato, caratterizzato da ottima vena acido sapida ed un tannino di qualità. Ha una progressione lenta e molto lunga, piacevolissima, in cui ritornano le note terrose e speziate sul finale.
Brunello di Montalcino 2005: bel tono rubino luminoso al colore, si apre al naso su classiche sensazioni di violetta, piccoli frutti di bosco rosso e scuri, erbe di macchia, china, liquirizia e spunti minerali e di sottobosco. In bocca è piacevolissimo e molto facile, comunque pieno e strutturato, con acidità in evidenza e già bel ritmo gustativo al palato. Chiude lungo con sensazioni fruttate e minerali.
Brunello di Montalcino Riserva 2004: rosso rubino cupo al colore, presenta un naso concentrato e compatto, molto su note terrose e di sottobosco, frutti di bosco maturi, prugna, fiori appassiti, note di china e rabarbaro, erbe aromatiche e mineralità scura dai toni di brace spenta. Bocca serrata, fresca, piena nell’avvolgenza fruttata e con tannini molto fitti. Sapido e dalla bella trama tattile, ha bisogno di maggior tempo in bottiglia per poter esprimere al meglio tutta la sua progressione comunque già lunga e dai toni speziati e terrosi.
Commento finale: non c’è che dire, ottimi vini sempre molto affidabili, magari ostentano meno di altri ma risultano sempre molto eleganti e piacevolissimi da bere e questo ritengo sia una componente da non sottovalutare. Non c’è molto altro da aggiungere, personalmente ritengo Jan bravissimo ed ha già ottenuto risultati importanti, ma non mi meraviglierei di vederlo tra qualche anno tra le eccellenze assolute di Montalcino e con questo intendo essere sempre e costantemente tra i migliori 4 o 5 prodotti ogni anno.
STELLA VIOLA DI CAMPALTO – PODERE SAN GIUSEPPE

Piccola azienda del versante di Castelnuovo dell’Abate il quale nonostante possa vantare non molte vendemmie all’attivo sta già facendo parlare molto bene di se.
Presa in gestione dalla giovane Stella Viola nel 1992 la proprietà di famiglia di circa 15 ettari allora in disuso, oggi consta di circa 6 ettari di vigna piantati nel 1998, gestiti dapprima secondo i dettami biologici ed in seguito seguendo i principi della viticoltura biodinamica Steineriana. A questo proposito mi pare curioso sottolineare che per Stella non esiste il concetto di produzione di uva per ettaro ne tantomeno per pianta nel senso che ogni vite non deve produrre
necessariamente quel quantitativo di uva prestabilito, ma si lascia fare alla natura in una sorta di autoregolamentazione e pertanto ogni pianta produce in base alla sua forza vitale.
Per quanto riguarda la vinificazione questa avviene per vigne separate, distinte in Vigna al Leccio, Vigna al Sasso, Vigna Curva, Vigna Bassa, Vigna all’Ulivo oltre che la Vigna al Bosco quest’ultima ammessa alla produzione di Sant’Antimo, in quanto troviamo una grande varietà di terreni che vanno dal galestro, a suoli prevalentemente ricchi di ferro, ma anche quarzo o di matrice vulcanica, caratteristiche che dagli assaggi di botte differenziano molto il prodotto finale.
La fermentazione si svolge in legno, in tonneau verticali con follature manuali e soltanto tramite l’utilizzo dei lieviti delle uve. Terminata la fase di macerazione sulle bucce che dura all’incirca un mese, si procede con la fase di maturazione dei vini che avviene in botti di rovere francese mantenendo sempre i vini separati per vigna sino al momento dell’assemblaggio, per un periodo di circa 2 anni per il Rosso e circa 3 per il Brunello a cui seguono all’incirca 6 mesi di affinamento in bottiglia per il Rosso e circa 2 anni per il Brunello.
I vini assaggiati:
Rosso di Montalcino 2006: sfoggia un rosso rubino luminoso e compatto al colore. Al naso si evidenzia da subito profondo e complesso nei suoi toni fruttati di piccoli frutti rossi e di ciliegia croccante, poi speziato, balsamico, terroso, con spiccati sentori di erbe di macchia mediterranea. Al palato si conferma un piccolo brunello, pieno, avvolgente e molto articolato nella sua dinamica gustativa con sapidità e tannino fitto a scandire la beva. Finale lunghissimo con rimandi di quanto percepito al naso.
Rosso di Montalcino 2007: ha un approccio olfattivo diametralmente opposto alla versione precedente che gioca molto su toni freschi ed eleganti, molto espressivi di fragola e lampone, poi delicata speziatura e sentori di macchia mediterranea. All’assaggio si conferma più sottile rispetto al 2006, fresco, succoso con bella progressione sapida ed un tannino delicato. Buona la persistenza finale.
Brunello di Montalcino 2004: è il primo Brunello prodotto da Stella, che ha preferito sino ad ora “declassare” il suo vino a Rosso peraltro con risultati eccellenti. Naso profondo di chiara provenienza di Castelnuovo dell’Abate, molto evidente nelle sue note di ciliegia matura, terra, viola appassita, poi tabacco, rabarbaro e sentori minerali grafitosi. Al palato è potente, ricco e senza cedimenti, con tanto frutto e marcata sapidità minerale. Lunghissimo in persistenza su ritorni speziati e minerali.
Brunello di Montalcino 2005: colore rosso rubino compatto si distingue per un naso bellissimo (forse il migliore del 2005), elegante, sembra davvero una spremuta di frutta, a cui si affiancano note di erbe mediterranee, poi liquirizia e sottobosco. Alla gustativa si conferma ben fatto, con acidità in evidenza, buona avvolgenza fruttata e tannino di buona qualità. Lungo il finale in persistenza ma c’è da augurarsi che un prolungato affinamento in bottiglia possa garantirgli quel qualcosa in più che ci si aspetta una volta avvicinato il vino al naso.
Commento finale: sicuramente Stella fa parte di quel ristretto numero di aziende che per me rappresentano Montalcino e i suoi vini e i risultati sino ad ora ottenuti non fanno altro che confermarlo, ma sono convinto anche dagli assaggi di botte da me effettuati oltre che dal progredire delle vigne, che nei prossimi anni assisteremo ad un ulteriore salto qualitativo nelle sue bottiglie. E non ultimo finalmente qualche forza giovane molto valida anche a Montalcino di cui secondo me ne ha molto bisogno.
SAN LORENZO

Giovane realtà il cui titolare Luciano Ciolfi è in effetti la quinta generazione della famiglia che si occupava di allevamento in generale e tra le altre cose produceva vino un pò per caso (testuali parole di Luciano) che poi veniva rivenduto sfuso.
L’attività di Luciano è partita ufficialmente nel 1998, deciso a dedicarsi esclusivamente alla viticoltura, inizialmente con appena 1,5 ettari di vigna ereditate da suo papà Paolo e prima ancora da suo nonno Bramante, entrambi attivi in azienda, fino ad arrivare agli attuali 4,5 ettari situati intorno alla proprietà nel versante sud ovest di Montalcino e suddivise in 4 vigne chiamate principesse e poste mediamente a circa 450 metri di altezza sul livello del mare su terreni poveri ricchi di sassi, galestro e argille scistose.
In cantina le uve vinificano in acciaio per circa 25 giorni per vigne separate, compreso il periodo di macerazione sulle bucce, e questo sia per le uve destinate al Rosso, generalmente dalle vigne più giovani, che per le uve da Brunello. Terminata la fermentazione si procede con la malolattica sempre in acciaio e successivamente i vini passano in legno; il Rosso in barrique francese per circa 12 mesi sulle proprie fecce e con periodici batonnage, il Brunello per circa 3 anni in botti grandi di rovere di Slavonia.
I vini assaggiati:
Rosso di Montalcino 2006: colore rubino, evidenzia un naso dai sentori piacevoli e profondi, molto speziato, terroso, poi frutto rosso maturo, fiori macerati e per
finire nota balsamica e tabacco. Bocca succosa, dinamica, con ampiezza da vino importante, piena nei ritorni fruttati e con un bell’allungo finale dai toni speziati.
Rosso di Montalcino 2007: rubino luminoso, presenta sentori intensi ed eleganti, molto classico nella successione di viola, ciliegia rossa, liquirizia e sottobosco. All’assaggio rivela una beva facile, il vino è giustamente fresco e con un bel frutto dolce a bilanciare. Tannino fine e ben integrato e molto pulito nel finale di bocca .
Rosso di Montalcino 2008: rubino compatto al colore, si apre all’olfatto su sentori riccamente fruttati di ciliegia, lampone e ribes, poi nota balsamica e di erbe in genere, liquirizia, sottobosco e mineralità. Ha un ingresso inizialmente morbido e piacevole, ben sferzato da acidità e sapidità ed un tannino fine e perfettamente maturo. Buona la persistenza con ritorni fruttati e di liquirizia.
Brunello di Montalcino Bramante 2004: come è facile intuire il vino è dedicato al nonno di Luciano. Rubino luminoso al colore, buona intensità al naso con note di frutti rossi maturi, sentori di macchia mediterranea, spezie orientali, terra, nota balsamica e sentori minerali dai toni iodati. All’assaggio è pieno e succoso, ancora un pò duro nelle sue componenti acido tanniche, ma ha gran ritmo al palato, notevole allungo e una lunga chiusura dai toni di terra e minerali. E’ già ottimo ora ma merita di essere lasciato riposare in cantina per qualche anno per essere apprezzato al massimo delle potenzialità.
Brunello di Montalcino Bramante 2005: rosso rubino luminoso e trasparente, evidenzia sentori più spiccati di macchia mediterranea ed erbe in genere, poi balsamico ed a seguire note di spezie orientali, frutti rossi croccanti, arancia, viola e sottobosco. In bocca è equilibrato, elegante e con una facilità di beva notevole, fresco e molto dinamico. Tannino fitto e di grande qualità, buona la persistenza finale su ritorni di frutti rossi e di speziatura.
Commento finale: durante la mia visita in azienda ho avuto modo di assaggiare praticamente tutto sia in bottiglia che dalle botti e non ho alcun dubbio nell’affermare che Luciano, anche se presente da poco sul mercato è un produttore molto valido e le successive vendemmie, ora in affinamento, non faranno altro che confermarlo. Inoltre i vini hanno un rapporto qualità prezzo tra i migliori sul mercato. Per quanto riguarda i vini degustati indubbiamente il Brunello 2004 ha una marcia in più in termini di complessità e profondità, ma il Brunello 2005 offre una facilità tale da non accorgersi di aver già finito la bottiglia. Molto buoni anche il Rosso specie il 2008 ora sul mercato.
CAMPI DI FONTERENZA

Giovane azienda guidata dalle sorelle Margherita e Francesca Padovani che in appena due anni sta facendo molto parlare di se. L’azienda, nata ufficialmente nel 2002 anche se la proprietà è stata acquistata dai genitori molto tempo prima, può contare su 4,2 ettari di vigne situate lungo la strada che da Montalcino porta a Castelnuovo dell’Abate, in località San Polino, a circa 400 metri sul livello del mare a conduzione dapprima biologia e ora biodinamica su suoli di matrice franco argillosa con presenza variabile di calcare, galestro e scisti; la cantina, invece, si trova nei pressi di Sant’Angelo in Colle.
Dopo la vendemmia, le uve vinificano in tini troncoconici con lunghe macerazioni delle bucce a cappello sommerso, o più semplicemente la cosidetta piemontesina, per una durata che vai dai 30 ai 50 giorni, utilizzando solo i lieviti delle uve. La malolattica avviene in maniera spontanea quindi senza nessuna forzatura o intervento il che significa che generalmente si svolge durante la primavera successiva alla vendemmia.
Il Rosso affina per 20 mesi, di cui 12 mesi in botte grande e per il resto in tonneaux da 5 Hl,
il Brunello per 40 mesi, di cui 12 mesi in tonneaux da 5 ettolitri e il resto in botte grande più un anno di bottiglia, e per finire il Brunello Riserva affina per circa 40 mesi in tonneaux da 5 Hl a cui seguono 2 anni di affinamento in vetro.
I vini assaggiati:
Rosso di Montalcino 2007: rosso rubino luminoso, naso dai sentori eleganti di viola, frutto rosso dolce, e a seguire note più complesse di china, spezie, sottobosco, radice di liquirizia e terra. All’assaggio è fresco, pieno, saporito e con tannini molto fini. Lungo in persistenza su ritorni speziati e fruttati.
Rosso di Montalcino 2008: colore rubino compatto, goloso all’olfatto nella sua ricchezza fruttata di ciliegia e lampone, poi nota balsamica, erbe aromatiche, terra e speziatura orientale. Bocca piena e avvolgente, con tannini perfettametne integrati, dalla beva facile seppur ampio e con un allungo e profondità minerale notevole.
Brunello di Montalcino 2005: rosso rubino al colore, rivela da subito sentori profondi e terrosi a cui seguono sensazioni di viola appassita, ciliegia macerata, mineralità scura, cuoio, tabacco dolce, erbe di macchia e rabarbaro. Al palato è ampio, pieno, di grande materia con bella freschezza e gran ritmo, ben scandito al palato da mineralità importante e tannini fitti e di grande qualità. Lunghissimo nei suoi ritorni fruttati e terrosi.
Brunello di Montalcino Riserva 2004: colore rubino cupo, molto concentrato ed elegante all’olfatto, dai sentori speziati di pepe e noce moscata, poi sottobosco, grafite, ciliegia scura sottospirito, cuoio, china e nota balsamica. Ancora un po’ duro al palato ma dimostra gran classe pur essendo giovanissimo, con un tannino fittissimo seppur ottimamente gestito. Ha gran ritmo e allungo notevole al palato, dai ritorni terrosi e speziati, ma consiglio di lasciarlo riposare in cantina per qualche tempo per poter essere apprezzato come merita.

Commento finale: poche vendemmie all’attivo e già risultati importantissimi che fanno di Fonterenza un nuovo punto di riferimento a Montalcino. Ho avuto modo di segnalarlo qualche mese fa con l’articolo sull’anteprima del Brunello, ritengo il Brunello di Montalcino 2005 tra i migliori assaggi in assoluto e mi ricordo addirittura che quando l’ho assaggiato in azienda lo scorso Gennaio di come Francesca non fosse pienamente soddisfatta, e questo giusto per rendere l’idea di quale spirito e aspettativa ci sia nell’animo delle due sorelle. Brunello Riserva anche questo grandissimo, ma da lasciare pazientemente affinarsi al meglio.






