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Guide 2010

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Langhe

Bruno Rocca - Azienda Agricola Rabajà

Tra le aziende più celebri del Barbaresco, proprietari di uno dei Crù storici dei grandi vini di Langa da cui per l’appunto prende il nome. Terminati gli studi di ragioneria, Bruno inizia a lavorare presso la Ferrero, ma in seguito all’improvvisa perdita del padre, decide nel 1978 di occuparsi in prima persona delle vigne di famiglia, che sino ad allora producevano uve e vino che veniva venduto sfuso, e di farne la sua attività.

Langhe

Ad oggi la proprietà consta di circa 15 ettari di vigneti tra cui si distinguono i 5 ettari del Crù Rabajà, una delle vigne che hanno reso celebre il Barbaresco nel mondo, e Bruno da qualche tempo può contare sul valido aiuto dei figli Luisa e Francesco. In vigna troviamo impianti generalmente vecchi non solo per il Nebbiolo da Barbaresco ma anche per Dolcetto e Barbera, con produzioni di uva ben al di sotto da quanto previsto dai vari disciplinari ed appena 1,0 - 1,2 Kg per pianta per le uve destinate alla produzione del Barbaresco. In cantina il Nebbiolo da Barbaresco vinifica  parte in tini di acciaio e parte in rotofermentini con la fermentazione che ha luogo solo tramite lieviti indigeni e l’affinamento ha una durata di circa 16/18 mesi che avviene tramite l’utilizzo di barriques francesi di cui circa 80% nuove per i Cru Rabajà e Coparossa a cui fanno seguito circa 12 mesi di affinamento in bottiglia.

I vini assaggiati:

LangheBarbera D’Alba 2006: uve provenienti da una vigna di Neive di circa 50 anni, il vino affina per circa 14/16 mesi in barrique di Allier. Rosso rubino compatto, evidenzia un naso ricco di piccoli frutti rossi e scuri a cui si affiancano note più dolci, ricca speziatura orientale e sensazioni più profonde e terrose. Bocca piena ed avvolgente inizialmente molto fruttata ma con tanta acidità a rendere viva e dinamica la beva. Rivela un finale lungo ed appagante con sensazioni di liquirizia e dalla mineralità quasi ferrosa.

Langhe Nebbiolo Fralu 2007: trattasi di un vino prodotto, sino ad ora, solo quando Bruno decide di non presentare alcun Barbaresco, come nel 2002, ma che forse ora vedrà una certa continuità produttiva anche se al momento consiste in una produzione di appena 1500 bottiglie. Bel tono di rubino luminoso al colore, offre un olfatto ricco di note speziate, specie il pepe rosa, poi lamponi, melograno e rosa. Assaggio dalla beva molto facile, ma in ogni caso è un vino di razza, equilibrato e di struttura, con un finale dalla lunga persistenza.

Barbaresco 2006: è il Barbaresco introduttivo dell’azienda le cui uve sono prodotte da vigne di proprietà situate nei diversi comuni in cui è consentito produrre Barbaresco. Rosso rubino vivo al colore, evidenzia da subito un naso delicato ed elegante, molto ricco nelle note floreali di rosa, poi lampone e fragola, noce moscata, tabacco e terra. Al palato si conferma con una beva elegante e succosa e una bella nervosità acido-sapida a dare ritmo al palato. Tannini ben integrati e finale di ottima persistenza con bei rimandi speziati.

Barbaresco Coparossa 2006: prodotto da un assemblaggio di uve provenienti da vigne situate nei comuni di Neive e Treiso, propone da subito un naso più importante della versione base, con tanta rosa in evidenza, poi frutti rossi aciduli, tabacco, liquirizia, cacao e sottobosco. Assaggio pieno, con ottima acidità, molto tannico e bella scia sapida minerale. Finale molto lungo su note speziate e di cacao. Ha sicuramente bisogno di tempo ma saprà ripagare dell’attesa.

Barbaresco Rabajà 2006:  è il vino prodotto da uno dei migliori appezzamenti di questo celebre vigneto, le cui uve provengono da impianti risalenti agli anni ‘80. Di colore rubino compatto, si propone da subito con un naso profondo ed elegante, evidenziando sensazioni di spezie orientali, terra e successivamente note floreali di rosa, ciliegia acidula, lampone e rabarbaro. In bocca è potente e in buon equilibrio, dal tannino ancora ruvido ma di qualità. Sapido, dinamico e dalla bella trama tattile, sfoggia un finale molto lungo con ritorni speziati e terrosi.
Ho avuto modo di riassaggiare il vino diverse volte a distanza di mesi, rivelandosi sempre più buono ed integrato nell’olfatto e nel gusto seppur sempre giovanissimo. Merita sicuramente di essere dimenticato in cantina per almeno qualche anno per poter essere apprezzato in futuro in tutto il suo potenziale.

Commento finale: nel complesso i vini di questa azienda denotano indubbiamente una grande qualità e dimostrano chiaramente che Bruno è uno dei produttori più validi, oltretutto nel corso degli anni i vini sono ulteriormente migliorati specie nell’uso del legno, ora molto più calibrato di un tempo. Ma la conferma di quanto possa essere bravo Bruno, più che nel Rabajà che indubbiamente è un vino di qualità superiore come pochi (e nelle nostre degustazioni piace sempre molto), sta tutta nel Barbaresco annata, davvero buonissimo, credo infatti che fare un “vino base” di grande qualità sia per me uno dei segni di classe cristallina di chi produce vino.

 

Albino Rocca

LangheImportante azienda di Barbaresco nata intorno agli anni ’50, ma che, come spesso avviene vanta una tradizione familiare ben più lunga. Oggi alla guida della proprietà troviamo Angelo, figlio di Albino che si occupa dei circa 18 ettari di vigne tra cui si distinguono i due Cru di Barbaresco, Bric Ronchi e Loreto, ma sono presenti anche vigne di Moscato nell’astigiano, oltre a produrre sempre da vigne situate tra Barbaresco e San Rocco Seno d’Elvio, Dolcetto, Barbera, Cortese e Chardonnay. Per quanto riguarda le procedure di vinificazione in particolare delle uve destinate a diventare Barbaresco, la caratterisca principale è l’utilizzo di rotomaceratori per la fermentazione e pertanto si hanno macerazioni sulle bucce molto brevi di circa 4-5 giorni. Differente è poi l’affinamento in legno dei due Cru che per il Bric Ronchi avviene in prevalenza in barrique francese e per la restante parte in botte di Slavonia, mentre per il Vigneto Loreto, Riserva e Barbaresco di annata questo si svolge soltanto tramite l’utilizzo di botti grandi.

I vini assaggiati:

Cortese Langhe La Rocca 2008: vino prodotto con fermentazione ed affinamento in barrique francese e periodici batonnage per circa 8 mesi. Si propone al naso con delicate sensazioni di fiori bianchi, note di lievito, erbe aromatiche, pera e mandorla. All’assaggio ha buona struttura , con legno ben integrato, adeguata acidità e finale piuttosto minerale con piacevoli ritorni ammandorlati.

Dolcetto D’Alba Vignalunga 2008: vinificato interamente in acciaio, presenta un bel tono rubino scuro con riflessi porpora. Evidenzia sentori olfattivi ricchi di frutti scuri croccanti e floreali di viola, a cui seguono note di radici e di liquirizia. Al palato, conferma buona croccantezza e avvolgenza, con buon tannino non troppo asciugante e finale lievemente amaricante.

Barbera D’Alba 2008: vinificata interamente in acciaio, regala un naso semplice ma goloso di ciliegia scura, mirtillo, note floreali, liquirizia e tocchi di erbe. In bocca si conferma semplice e non impegnativo, sicuramente ben fatto anche se dal finale non è eterno.

Langhe

Barbera D’Alba Gepin 2007: il vino affina per circa 14 mesi suddivisi tra botte e barrique. Rubino cupo al colore si rivela da subito con un naso profondo e molto speziato, specie pepe e cannella, a seguire nota balsamica, frutto scuro maturo, fiori appassiti e terra. Bocca potente ed avvolgente con tanta acidità a ravvivare e bella scia sapida a dare ritmo alla beva. Finale molto lungo dai ritorni speziati.

Nebbiolo D’Alba 2007: primo anno di produzione di questo vino che affina per 12 mesi in botte grande. Rubino trasparente e luminoso, rivela un quadro olfattivo piuttosto austero e speziato, terroso, a cui seguono sensazioni di frutti rossi maturi. All’assaggio è pieno e fresco con tannini ben integrati e finale dai ritorni fruttati e speziati.

LangheBarbaresco 2006: prodotto con le uve delle vigne più giovani, affina per 18 mesi in botte grande. Al naso è delicato ed elegante con sentori di rosa e piccoli frutti rossi in evidenza, a cui seguono note di spezie orientali, melograno e terra. Al palato si conferma elegante e dalla beva facile, con buona acidità, tannino ben gestito e finale dai ritorni speziati.

Barbaresco Vigneto Loreto 2006: il vino affina per 18 mesi in botte grande. Naso più chiuso rispetto al vino precedente, poi ecco arrivare note di frutti rossi maturi, tabacco e ricca speziatura, specie chiodo di garofano e noce moscata e nota terrosa. Bocca piena e compatta, molto ricca nelle note sapide minerali. Tannini ancora duri ma fini e ben integrati con il vino e lunga persistenza finale con ritorni speziati e dai toni di liquirizia.

Barbaresco Bric Ronchi 2006: il vino affina per 18 mesi, parte in barrique francese e parte in botte grande. Evidenzia un naso molto più aperto e facile nella lettura, molto classico nelle note di rosa, ciliegia rossa, melograno, poi ricca speziatura orientale, terra e rabarbaro. Assaggio pieno ed equilibrato, con adeguata acidità e tannino più rotondo rispetto al vino precedente e finale dai toni minerali ferrosi.

Barbaresco Bric Ronchi Riserva 2004: strano a dirsi ma è la prima Riserva prodotta sino ad ora da Angelo. Il vino affina per 46 mesi in botte grande. L’impatto olfattivo riconduce da subito alla versione 2006 ma con un surplus di concentrazione e profondità. Ecco quindi le note di rosa, arancia rossa e ciliegia, per poi passare a note di chiodo di garofano, sottobosco, china e terra. In bocca è giovanissimo ma già molto bello, con acidità e tannino importanti garanzia di un lungo futuro davanti. Lunghissima persistenza finale con piacevoli ritorni fruttati e speziati.

Commento finale: è sicuramente un’azienda molto solida e affidabile con vini sempre molto ben fatti, che forse gode di non così tanta considerazione come penso che meriti. Naturalmente i Barbaresco si distinguono, soprattutto la Riserva, ma molto buona è soprattutto il Barbera Gepin.

 

Sobrero

LangheGiovane azienda di Castiglione Falletto nata negli anni ’40 per mano di Francesco Sobrero il quale produce e vende le uve sino agli anni ’60, quando poi con l’ingresso in azienda dei figli Settimo e Pier Franco si inizia a vinificare in proprio. Dagli anni 2000 è il giovane Flavio Sobrero, figlio di Settimo ad occuparsi in prima persona delle attività e degli attuali 16 ettari di prorietà, di cui 13 situati a Castiglione Falletto e 3 di recente acquisizione a Canelli per la produzione di Moscato. Tra le vigne dedicate alla produzione di Nebbiolo da Barolo troviamo Valentin, Piantà, Ornato, mentre Dolcetto e Barbera provengono dai vigneti di proprietà nientemeno che dal celebre Villero solitamente ritenuto uno dei Crù più ricercati per il Barolo.
A lavorazioni in vigna a basso impatto ambientale, seguono, dopo la vendemmia, procedure di cantina nel pieno rispetto della tradizione e in particolare le uve di Nebbiolo da Barolo sono  vinificate in acciaio, con fermentazioni piuttosto lunghe che comprese il periodo di macerazione sulle bucce, in parte a cappello sommerso, arrivano anche a circa 4 settimane di durata. Segue poi l’affinamento rigorosamente in botte grande di rovere per un minino di 24 mesi.

I vini assaggiati:

Dolcetto D’Alba Villero 2007: vinificato interamente in acciaio, sfoggia un colore rosso rubino luminoso. Naso accattivante e goloso molto fruttato specie ribes, ciliegia e mora, poi viole e sensazioni di erbe aromatiche. Bocca succosa, con giusta acidità, piacevoli rimandi fruttati e non eccessivamente tannico. Finale sapido e pulito. Di certo non è un “dolcettone” ma scorre via in modo facile e piacevolissimo come penso ci si debba aspettare da questa tipologia di vini.

LangheBarbera D’Alba Villero 2006: prodotto da un piccolissimo appezzamento di oltre 30 anni, il vino affina per 9 mesi in botte grande. Rosso rubino con riflessi ancora porpora. Naso classico da Barbera, con evidentissima nota speziata specie pepe, poi china e rabarbaro e importante componente fruttata di piccoli frutti di bosco e sensazioni di terra a chiudere. Al palato, rivela ottima struttura e avvolgenza, ben ravvivata da importante nota acida e lunga chiusura minerale molto saporita con rimandi speziati e fruttati.

Langhe Nebbiolo 2006: il vino affina per 7 mesi in botte grande. Rubino trasparente e luminoso al colore, rivela un olfatto tipicissimo da Nebbiolo giovane, di rosa, lampone e ribes rossi, poi accenni di menta, spezie orientali e liquirizia. Sorso agile e scattante, fresco con tannini fragranti perfettamente integrati al vino e lunga scia sapida finale.

Barolo Ciabot Tanasio 2005: le uve provengono da 3 vigneti situati in Castiglione Falletto con vinificazione e affinamento di almeno 24 mesi in botte, che avviene separatamente, terminato il quale si procede con il taglio per l’imbottigliamento finale. Colore rosso rubino luminoso, impatto olfattivo austero che ha bisogno di un pò di tempo nel bicchiere per esprimersi al meglio regalando poi un naso di grande eleganza e fattura, ricco di frutti rossi croccanti, arancia rossa, melograno, nota mentolata, spezie orientali e sensazioni terrose. In bocca scorre via facilissimo ma ha la struttura e la profondità di un grande vino per nulla ostentata e che incede inesorabile. Tannini elegantissimi e chiusura lunga molto sapida con piacevoli rimandi speziati. Non ho avuto modo di verificarlo, ma mi è stato detto e non stento a crederlo, che riassiaggiato dopo diversi giorni dall’apertura il vino sia ancora più buono.

Barolo Riserva Peranno 2003: le uve provengono da una vigna di 70 anni situata su terreni con componenti di sabbia, tufo, argilla e marne calcaree. Il vino affina per un minimo di 24 mesi in botte grande. Nonostante l’annata torrida rivela un quadro olfattivo molto interessante e per nulla scontato e soprattutto nessun accenno di toni cotti. Evidenti note di spezie orientali, china e rabarbaro, poi frutti rossi maturi, nota mentolata e terra. All’assaggio è pieno, fresco, con tannini ancora un pò duri ma di qualità, dinamico nella sua componente sapida e dal lungo finale con piacevoli rimandi speziati e dai toni terrosi e di goudron.

Langhe

Commento finale: una bellissima azienda langarola con una produzione di altissimo livello e che merita di essere più conosciuta. Dichiaro apertamente che tra i vari comuni del Barolo ho una preferenza per i vini di Castiglione Falletto, ma vi assicuro che, una volta assaggiato, vi risulterà difficile se non impossibile non rimanere affascinati da un Barolo di tale caratura. Anche Dolcetto, Barbera e Nebbiolo valgono la visita in cantina, peccato solo che la produzione di questi vini sia un pò limitata.

 

Marcarini

Azienda nata ufficialmente nel 1960 anche se in realtà la famiglia Marcarini può vantare una lunga tradizione da ben cinque generazioni che ne fa una delle memorie storiche del Barolo di La Morra. Oggi alla guida dell’azienda troviamo Anna Marcarini Bava, coadiuvata dalla figlia Luisa e dal genero Manuel Marchetti che si occupano dei circa 20 ettari di proprietà tra cui spiccano i 7 ettari di vigne suddivise tra i Crù storici di Brunate e La Serra.
Una volta giunte in cantina le uve di Nebbiolo da Barolo sono vinificate secondo metodi assolutamente classico, in vasche di cemento o di acciaio, utilizzando lieviti selezionati per indurre la fermentazione che compresa del periodo di macerazione delle bucce che avviene a cappello sommerso ha una durata di circa 30 giorni. Segue poi l’affinamento rigorosamente in botte grande per un periodo di 24 mesi.

I vini assaggiati:

LangheDolcetto D’Alba Fontanazza 2008: vinificato interamente in acciaio, presenta un colore rubino con riflessi porpora. Al naso sentori tipici di viola, amarena, erbe aromatiche e tocchi speziati. Al palato è piacevolmente acidulo e vivo, con bel ritorno fruttato, tannino ben gestito e non invasivo. Semplice ma ben fatto.
Dolcetto D’Alba Boschi di Berri 2006: vino prodotto da un vigneto centenario ancora su piede franco di appena mezzo ettaro, sopravvissuto alla fillossera forse grazie alla componente sabbiosa presente nel terreno. Rubino cupo al colore, sfoggia da subito un naso profondo e affascinante ricco di note speziate, rabarbaro, poi piccoli frutti rossi, amarena e fiori appassiti e sentori minerali terrosi. In bocca è pieno ed avvolgente, ricco ma godibilissimo, dalla beva facile seppur ancora con un tannino molto fitto. Finale lungo con ritorni di liquirizia e dalla mineralità scura.

Barbera D’Alba Ciabot Camerano 2007: il vino affina 9 mesi in botti di rovere. Rubino compatto con riflessi violacei, si apre al naso su toni terrosi e speziati, poi note di china, piccoli frutti scuri, specie la mora, poi liquirizia e sottobosco. Attacco pieno ed avvolgente subito sferzato da acidità e soprattutto da una bella nota sapida e fruttata. Tannino percettibile e chiusura lunga dai toni terrosi.


 
Langhe Nebbiolo Lasarin 2008: prodotto da uve provenienti dai vigneti di proprietà di La Morra e del Roero, quest’ultimo risalente agli anni ’70. Vinificato interamente in acciaio. Rubino luminoso e trasparente al colore, evidenzia sentori olfattivi eleganti e golosi, ricco di piccoli frutti rossi croccanti tra cui ribes, melograno e fragolina, poi note floreali, terra e delicata speziatura orientale. All’assaggio conferma quanto percepito all’olfatto, vibrante nell’acidità con piacevolissimi rimandi fruttati ed un tannino ben gestito seppur fitto. Finale lungo e pulito su toni fruttati.

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Barolo La Serra 2005: trattasi di una vigna di ben 3,5 ettari situata a circa 380 metri di altezza. Il vino affina per circa 24 mesi in botti grandi di rovere. Rubino luminoso al colore ha un impatto olfattivo piuttosto austero e terroso che si concede lentamente in cui affiorano sentori balsamici, erbe aromatiche, agrumi, spezie orientali e rabarbaro. Al palato è molto elegante e un pò verticale sempre in un contesto di buona pienzza, caratterizzato da viva acidità e sapidità importante. Tannini ancora giovani ma molto ben gestiti e finale lungo e minerale. Ha bisogno di tempo per regalare tutto quanto promette.

Langhe

Barolo Brunate 2005: la proprietà possiede circa 4,5 ettari di questa storico crù i cui impianti risalgono ai primi anni ’80. Il vino affina per circa 24 mesi in botti grandi di rovere. Naso da subito molto più aperto ed espressivo rispetto al La Serra, ricco di frutti rossi maturi, arancia, nota mentolata, tabacco, spezie orientali in cui spicca il pepe rosa, poi sottobosco e terra. In bocca ha un attacco pieno e vigoroso che rivela una certa irruenza giovanile, ma il vino è già buonissimo, con una bella trama tattile, ottima dinamicità sapida ben bilanciata dai rimandi fruttati e tanto tannino di grande classe che ha bisogno solo di maggior tempo in bottiglia per affinarsi. Finale dalla persistenza molto lunga con bella scia minerale e fruttata.

Commento finale:  è tra le aziende di La Morra che preferisco e con livello qualitativo in tutti i suoi vini molto alto in cui spicca il Boschi di Berri dando prova che il Dolcetto se proveniente da una vigna importante è capace di emozionare pur restando un vino dalla beva facile. Per quanto concerne i Barolo ritengo che il Brunate sia uno dei migliori 2005 prodotti in senso assoluto.

 

Paolo Scavino

Importante azienda di Castiglione Falletto fondata da Paolo nel 1921 e oggi guidata magistralmente da Enrico coadiuvato da qualche tempo dalle figlie Enrica ed Elisa. Gli ettari di proprietà sono circa 23 tra cui spiccano diversi crù importanti nei comuni di Barolo, La Morra, Castiglione Falletto e Roddi, come Cannubi, Rocche dell’Annunziata, Vignolo o Fiasco solo per citarne alcuni, da cui vengono prodotti ben 6 tipologie di Barolo differenti, alcuni dei quali sono frutto di un assemblaggio di diversi vigneti ed altri prodotti da uve di un solo crù.

Langhe

Enrico è una persona in continua fase di sperimentazione ed innovazione allo scopo di migliorarsi continuamente. A conferma di ciò per la vinificazione, utilizza dei tini d’acciaio da lui ideati e brevettati provvisti di  pale interne che muovono continuamente il cappello delle vinacce, durante la macerazione sempre sommerso nel mosto, per una durata di circa 3 settimane. Una volta svinato, il vino passa in barriques dove svolge la malolattica e affina per 12 mesi, a cui seguono ulteriori 12 mesi di affinamento questa volta in botte grande ed infine per almeno 6 mesi in bottiglia prima della messa in commercio.

I vini assaggiati

Dolcetto D’Alba 2008: vinificato solo in acciaio presenta un colore rubino concentrato. Naso pulito e polposo molto ricco di frutti di bosco specie ribes, mirtilli e ciliegia scura, poi intense note floreali e delicata speziatura. Assaggio ricco e avvolgente, piuttosto tannico, con buon allungo e finale di liquirizia

Barbera D’Alba 2008: vinificato solo in acciaio ha un colore rubino compatto con riflessi violacei. Esprime sentori intriganti di piccoli frutti scuri croccanti, tabacco e sottobosco. Al palato piacevolmente acidula, pulita e beverina, con finale di adeguata lunghezza.

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Barbera D’Alba Affinato in Carati 2006: il vino affina per 16 mesi in legni francesi di diverse dimensioni. Evidenzia da subito sentori profondi e riccamente speziati, poi china e rabarbaro, terra erbe aromatiche e frutti scuri maturi. Al palato ha un attacco ricco e avvolgente, subito bilanciato dalle note fresche e da una lunga vena sapida che ne caratterizza la beva. Lunga persistenza finale con ritorni speziati e un pò ferrosi.

Langhe Nebbiolo 2007: il vino affina per 12 mesi in barriques usate. Rubino brillante al colore, al naso ha un impatto elegante, molto giovanile con intense sensazioni di rosa, poi lampone e ribes rosso, liquirizia e nota balsamica. All’assaggio denota una bella struttura, fresco, con piacevoli ritorni fruttati, tannini importanti e lunga persistenza.

Barolo 2005: frutto di un assemblaggio di uve provenienti da 7 vigneti suddivisi tra Castiglione Falletto, Barolo e La Morra. Il vino affina per 12 mesi in barrique e 12 mesi in botte grande. Aperto all’olfatto con sentori molto eleganti di frutti rossi maturi, menta, spezie orientali e terra. Bocca molto bella, facile e croccante già in equilibrio con tannini fini e lunga scia sapida minerale che ne caratterizza il finale in cui tornano i piccoli frutti rossi.

Barolo Carobric 2005: è il vino prodotto con le uve provenienti da i vigneti Cannubi di Barolo, Rocche di Castiglione e Bricco a Castiglione Falletto, da cui appunto il nome Carobric dalle iniziali dei nomi delle vigne. Naso ricco e piuttosto aperto con intense note di piccoli frutti di bosco, specie il mirtillo, poi spezie dolci, tabacco, sentori balsamici e sottobosco. Piuttosto duro all’ingresso, con buona acidità e viva sapidità minerale. In finale tornano le note speziate e di tabacco. Ha bisogno di tempo per potersi esprimere al meglio.

Barolo Bricco Ambrogio 2005: il Bricco Ambrogio è un vigneto di oltre 4 ettari di recente acquisizione situato nel comune di Roddi. Rubino luminoso al colore, ha un approccio olfattivo profondo e molto speziato di cannella e pepe rosa, poi intense note fruttate di ciliegia e mora, seguono note di fiori di rosa e di viola, sentori balsamici e terra. All’assaggio sembra un vino meno polposo ma è piuttosto elegante, con elevata acidità, bella progressione sapida e tannini piuttosto arrotondati. Finale lungo e minerale.

Barolo Bric del Fiasc 2005: il Fiasco è un crù situato a Castiglione Falletto la cui vigna ha un’età media di circa 45 anni, con impianti anche risalenti al 1938. Molto concentrato e profondo al naso, da subito terroso, poi agrumi, frutti di bosco, intensa speziatura, cioccolato, balsamico e rabarbaro. Al palato è potente e compatto, con adeguata acidità a supporto e tannino fitto e ancora irruente. Finale di lunga persistenza con ritorni speziati e di cacao amaro.

Barolo Rocche dell’Annunziata Riserva 2003: vino prodotto da un piccolo appezzamento di questo celebre crù di La Morra, avente viti di circa 70 anni di età. Rubino cupo con accenni granato al colore, evidenzia sentori autunnali di foglie, sottobosco, china, poi frutto maturo di mirtilli e more, fiori appassiti, tabacco dolce e cioccolato. Al palato è pieno ed avvolgente, già in buon equilibrio e con tannino molto fitto e di grande qualità. Lunga persistenza dai ritorni di cioccolato e tabacco.

Commento finale: un’azienda che è tra i nomi più importanti di Langa per una batteria di vini davvero notevole. Tra i tanti Barolo proposti voglio segnalare sicuramente il Barolo annata davvero un piccolo capolavoro da poter gustare appieno e con soddisfazione anche durante la fase giovanile, mentre si dà il tempo ai vini più blasonati di affinarsi al meglio in bottiglia, ma anche Barbera e Dolcetto meritano grande attenzione.

 

Castello di Verduno

Azienda storica avviata nel lontano 1838 quando il Re Carlo Alberto di Savoia acquista il Castello, le cui origini risalgono al 1600, ed inizia a vinificare le uve di Nebbiolo per produrre Barolo a Verduno. Nel 1909 la proprietà dei Savoia passa alla famiglia Burlotto per arrivare poi ai giorni nostri quando con il matrimonio tra Gabriella Burlotto e Franco Bianco già proprietario di quella che una tempo era l’Azienda Bianco Fratelli di Barbaresco poi Luigi Bianco e Figli, si è avuta nel 1989 l’unificazione di entrambe le proprietà vinicole sotto il nome unico di Castello di Verduno.

Langhe

Gli ettari vitati sono otto tra cui si distinguono i Crù di Verduno, Massara e Monvigliero per il Barolo e Faset e Rabajà di Barbaresco.
La produzione delle uve è molto scrupolosa e accurata non solo per quanto riguarda i vini importanti da Nebbiolo, ma anche per i cosidetti, a torto, “vitigni minori” in cui oltrettuto troviamo un patrimonio di vigne in età piuttosto avanzata , essenziale per una produzione di alta qualità.
In cantina si procede nel segno della classicità assoluta, per il Barolo Massara e il Barbaresco Rabajà la fermentazione avviene in tini di legno, mentre per Barbaresco annata, Faset e Barolo Monvigliero si svolge in contenitori di acciao. Per tutti i vini si utilizzano soltanto lieviti autoctoni e lunghe macerazioni a cappello sommerso tramite steccatura, che si possono protrarre anche per un totale di 35 giorni compreso il periodo di fermentazione. Si procede poi con elevazione in botti di rovere e lunghi periodi di affinamento in bottiglia prima della messa in commercio con il risultato che i vini, sia Barbaresco che Barolo, escono almeno un anno in ritardo rispetto a quanto solitamente previsto dal disciplinare.

I vini assaggiati:

LangheDolcetto D’Alba Campot 2007: proveniente da uve di una vigna in Barbaresco in parte di 40 anni è vinificato in acciaio. Rubino cupo con riflessi porpora al colore, esprime sentori olfattivi sia golosi che di bella profondità, molto ricchi nelle sensazioni fruttate di piccoli frutti di bosco, floreale, poi liquirizia e note di china. Bocca croccante e avvolgente con tanta acidità e bella vena minerale a rendere il palato molto vivo e saporito. Elegante chiusura delicatamente amaricante su sentori di liquirizia.

Langhe Nebbiolo 2007: prodotto da una vigna situata in Barbaresco di circa 30 anni si presenta con un colore rosso rubino trasparente. Presenta un naso elegante ed invitante, con tanta rosa in evidenza, poi piccoli frutti rossi quali fragoline e ribes, delicata speziatura, note di erba medica e sentori di terra. Al palato ha un attacco vibrante nell’acidità, con ottimo ritorno fruttato a bilanciare e tanto tannino croccante da vino di caratura superiore. Molto lungo e pulito il finale dai toni minerali.

Verduno Pelaverga Basadone 2007: azienda da sempre impegnata al recupero di questo vitigno autoctono del comune di Verduno tanto da averne impiantato un vigneto nel 1972. Il vino presenta un colore rubino molto delicato e luminoso. Al naso intensi sentori floreali, poi fragola e ciliegia, delicata speziatura dagli accenti pepati, erbe e sentori minerali. All’assaggio denota spiccata acidità, tanto frutto dolce, un tannino delicato e buon finale minerale.

Barbera D’Alba 2007: il vino vinifica interamente in acciaio. Solito rubino con riflessi violacei al colore, esprime sentori eleganti di frutti di bosco, tabacco, delicata speziatura tra cui la noce moscata, viola e sottobosco. Ottima al palato, fresca e piacevolmente acidula, ha buona persistenza con ritorni fruttati e minerali.

Barbera D’Alba Vigna del Cuculo 2005: trattasi di un vigneto di Barbaresco con anno di impianto del ’47 e del ’61, il vino affina per 15 mesi in botti piccole. Rosso rubino cupo al colore, presenta un naso profondo e concentrato, in evidenza da subito le note di terra, poi piccoli frutti di bosco, speziatura dolce, liquirizia e china. In bocca è pieno e potente, ma molto vivo nella sapidità minerale e nella freschezza. Chiude con una lunga persistenza in cui tornano le note percepite al naso.

LangheBarbaresco 2005: il vino affina per 17 mesi in botte grande a cui seguono 7 mesi in cemento e 15 mesi in bottiglia. Rubino trasperente con accenni granato al colore. Al naso, piuttosto austero,  troviamo una delicata nota floreale di rosa, poi lampone, ribes, lieve speziatura orientale, rabarbaro, erbe medicinali e sentori minerali. Bocca di grande eleganza, piuttosto facile, ma piena e senza cedimenti, ancora in una fase giovanile con acidità e sapidità in evidenza e tannini croccanti. Finale lungo e minerale.

Barbaresco Faset 2003: il vino affina per 38 mesi in botte grande. Si presenta con un naso dai sentori eleganti, su tutti i piccoli frutti rossi e le note di arancio, poi rosa, erbe aromatiche, terra, spezie, accenni mentolati e mineralità profonda. Al palato è pieno e compatto, con tanto frutto dolce, bella vena acido-sapida e tannino fitto a caratterizzare il lungo finale in cui tornano in persistenza le note terrose e minerali.

Barbaresco Rabajà 2004: il vino affina per 24 mesi in botti da 14 Hl, poi 7 mesi in acciaio e ulteriori 24 mesi in bottiglia prima della messa in vendita. Rubino trasparente al colore, naso austero e profondo, da subito speziato, specie di noce moscata e di pepe rosa, poi terra, sentori minerali di asfalto, liquirizia, frutti rossi croccanti e menta. All’ assaggio conferma tutto il suo spessore di grande vino, profondo ed elegante, ancora giovanissimo ma già di grande fascino e saporito nei suoi sentori minerali. Tannini fitti ed eleganti e persistenza molto lunga in cui tornano le note percepite al naso.

Barolo Massara 2004: il vino affina per 27 mesi in botte grande, 4 di acciaio e 24 mesi in bottiglia. Rosso rubino trasparente al colore, esprime all’olfatto sentori delicati ed eleganti, floreali, poi arancio e lampone, note di erbe aromatiche, sentori marini, tabacco, speziatura delicata e terra. In bocca si conferma elegante, con viva acidità e quasi salato nella sua sapidità minerale. Tannini eleganti e finale molto lungo dai ritorni fruttati e minerali.

Commento finale: ecco un’altra di quelle aziende poco mediatiche che meriterebbero, almeno per me, molta più considerazione di quanto abbiano e che contribuiscono a rendere grande i vini di Langa. E’ difficile scegliere un vino soltanto, in quanto tutti gli assaggi si sono rivelati eccellenti e mi riferisco anche ai vini dalla beva più semplice. Vi segnalo comunque il Barbaresco base un vino dal prezzo imbattibile per qualità offerta, anche se i Crù ovviamente regalano qualche emozione in più.

 

Fratelli Alessandria

LangheRealtà storica del Barolo situata e Verduno le cui origini risalgono agli inizi del ‘800 e diventata poi Fratelli Alessandria nel 1870. Oggi, ad occuparsi della proprietà e dei 12 ettari di vigna troviamo Gian Battista Alessandria e suo figlio Vittore ormai la quinta generazione della famiglia. Tra i crù importanti di Langa abbiamo San Lorenzo e Monvigliero a Verduno e Gramolere a Monforte portato per così dire in “dote” da Flavia Manzone, moglie di Gian Battista, nonchè sorella di Giovanni Manzone.

Ad una attenta gestione delle vigne, segue la vinificazione delle uve che avviene ancora nella bellissima cantina situata nell’abitazione storica di famiglia risalente al ‘700. In particolare il Nebbiolo destinato al Barolo, fermenta in tini di acciaio per un periodo di 15-20 giorni compreso il periodo di macerazione delle bucce. Il vino poi effettua un passaggio in tonneau da 500 litri per circa 10 mesi, a cui seguono circa 20 mesi in botte grande e infine circa 12 mesi prima della messa in commercio.

I vini assaggiati:

Verduno Pelaverga 2007: vinificato interamente in acciaio, il vino presenta un colore rubino tenue luminoso. Naso bellissimo e accattivante ricco di note floreali e di piccoli frutti rossi, poi intensa speziatura anche dai toni di pepe, erbe aromatiche e sentori minerali. All’assaggio si conferma molto bello, giustamente acido e con spiccata mineralità, ha piacevoli ritorni fruttati che ne caratterizzano il finale di bocca.

Langhe Nebbiolo Prinsiot 2007: il vino affina per circa 12 mesi in tonneau da 500 litri. Rosso rubino trasparente al colore, si apre all’olfatto con sentori eleganti e delicati di piccoli frutti rossi, come fragoline e ribes, poi melograno, spezie, erbe aromatiche tra le quali il timo e accenni minerali. Al palato rivela grande facilità e piacevolezza, con acidità sostenuta e tanta frutta dolce. Buona persistenza dai toni minerali.

Langhe

Barbera D’Alba Priora 2006: trattasi di un vino prodotto da uve provenienti da due vigne di Verduno con età media di circa 15 anni, e affina per 12-14 mesi in legno piccolo. Rubino cupo al colore, esprime da subito un naso classico dai sentori invitanti e allo stesso tempo profondi, su toni di speziatura dolce, poi tanti frutti di bosco specie mirtillo e mora, seguono le note di terra, tabacco e sottobosco. In bocca è pieno e avvolgente, con tanto frutto polposo ben bilanciato da intensa acidità e bella scia sapida. Tannino lievemente presente e finale lungo con ritorni fruttati e di liquirizia.

LangheBarolo 2005: prodotto da uve provenienti da diversi piccoli appezzamenti di Verduno ed aventi un’età media delle vigne di 15 anni. Diverso è l’affinamento rispetto ai crù proposti dall’azienda che in questo caso consiste in circa 30 mesi di botte grande, a cui seguono 12 mesi di bottiglia. Rubino trasparente e luminoso al colore, al naso è piuttosto aperto, con bella nota di rosa in evidenza, poi piccoli frutti rossi maturi, speziatura dolce, tabacco, liquirizia e nota minerale. Bocca succosa e croccante, saporito nei suoi sentori sapidi con tannini ancora molto fitti ma di qualità. Lungo e piacevolissimo il finale con bei ritorni fruttati e minerali.

Barolo San Lorenzo 2005: il San Lorenzo è un vigneto tra i più importanti di Verduno con esposizione a sud, situato circa 300 metri di altitudine. La vigna ha un’età media di circa 20 anni. Rosso rubino luminoso al colore, evidenzia sentori olfattivi eleganti, floreali, poi tante spezie orientali come pepe rosa, cannella e noce moscata, a seguire note di ruggine, rabarbaro, fungo ed erbe medicinali. Al palato si conferma elegante, con viva acidità e tannini ancora un pò duri ma ben gestiti e bella sapidità. Chiusura lunga con ritorno delle note di china e dalla mineralità ferrosa.
Barolo Monvigliero 2005: di questo celebre vigneto di Verduno ritenuto tra i Crù più prestigiosi del Barolo, la proprietà ha circa 1 ettaro di vigna avente un’età media di 30 anni. Naso da subito affascinante con note di corteccia, erbe in quantità, poi piccoli frutti rossi croccanti, sentori di terra, menta, fungo e rabarbaro. All’assaggio denota spiccata acidità e tannini ancora giovanili, con frutto e presenza alcolica a bilanciare. Ha già un buon finale ma ha sicuramente bisogno di più tempo
per potersi distendere al meglio e regalare belle emozioni.

Barolo Gramolere 2005: importante vigneto di Monforte situato a circa 400 metri di altitudine, con terreni a componente calcarea e sabbiosa. L’età media della vigna è di circa 40 anni. Rubino luminoso al colore, presenta da subito un naso più rotondo e ricco di frutti rossi, come ciliegia, lampone e ribes, poi menta, rosa appassita, liquirizia e terra. In bocca è pieno e potente, giustamente acido e con una bella trama tattile segnata da una vena sapida. Tannini fitti e giovanili ma già ben integrati e molto lungo in persistenza finale con ritorni di liquirizia e terra.

Commento finale: una bellissima realtà e tanti ottimi vini caratterizzati da una beva facile ed elegante, dall’ottimo rapporto qualità prezzo. E’ sicuramente una cantina che vale la pena di visitare. Il Monvigliero ha la capacità di affascinare i palati e di caratterizzarsi come un Barolo che si distingue completamente dal resto, ma non posso esimermi da consigliarvi caldamente il Pelaverga davvero buonissimo, un altro di quei piccoli tesori della viticoltura italiana che merita di essere conosciuto e protetto.

 

G.B. Burlotto

E’ l’azienda di uno dei grandi padri del Barolo quel Giovan Battista Burlotto che a metà dell’800 fondò la sua azienda e fu tra i primissimi a selezionare le proprie uve dai vigneti più vocati, come Monvigliero e Cannubi e a prudurre, imbottigliare ed etichettare il proprio vino, proprio come facevano i francesi, ricevendo moltissimi premi e riconoscimenti come ad esempio quello di “fornitore della Real Casa”. Oggi, ad occuparsi dei 13 ettari di proprietà dell’azienda troviamo Marina Burlotto, coadiuvata dal marito Giuseppe Alessandria, responsabile della parte viticola e dal figlio Fabio che invece si occupa di tutta la parte enologica.
LangheTra i crù importanti dedicati alla produzione di uve Nebbiolo da Barolo abbiamo Monvigliero, Neirane e Rocche dell’Olmo a Verduno e Cannubi a Barolo da cui vengono prodotti 5 diversi Barolo che seguono metodologie di vinificazione differenti. Il Barolo Annata, Acclivi e Cannubi prevedono una pressatura soffice delle uve, fermentazione e macerazione in tini di legno per una durata di circa 3 settimane, malolattica in legno e affinamento del vino in botti di Slavonia e Allier per circa 24 mesi con ulteriori 12 mesi in bottiglia. Mentre per il Barolo Neirane e il Monvigliero, le uve vengono pressate con i piedi, segue fermentazione e macerazione in tini di legno a cappello sommerso, anche per 60 giorni, malolattica sempre in legno e affinamento in botti di Slavonia e Allier per circa 30 mesi a cui seguono almeno 24 mesi di affinamento in vetro prima della messa in vendita.

I vini assaggiati:

Verduno Pelaverga 2008: il vino affina per circa 3 mesi in botte. Rubino trasparente al colore, regala sentori olfattivi intensi ed eleganti, molto speziati, tra cui pepe e chiodo di garofano, poi sentori floreali, erbe officinali, e piccoli frutti rossi di bosco tra cui lampone e ribes. Bocca equilibrata e piacevole, fresco e sapido con bel finale speziato e fruttato.

Barbera D’Alba 2007: il vino affina per circa 9 mesi in botte. Rubino compatto al colore, presenta un naso piacevole con sentori fruttati di mora e ciliegia scura, poi sottobosco, erbe aromatiche e china. Attacco gustativo molto fresco e verticale, ma ben bilanciato dalla tanta polposità del frutto, lieve percezione tannina e bel finale sapido e fruttato.

Barbera D’Alba Aves 2007: il vino affina per 10 mesi in barrique e 8 mesi in botte. Rubino cupo e concentrato al colore, evidenzia maggiore profondità al naso, intensa speziatura dolce, tabacco, poi piccoli frutti maturi, fiori appassiti, nota balsamica, polvere di cacao e terra. In bocca è pieno e avvolgente ma ha tanta acidità a sostegno, tannino più fitto e bella scia minerale finale in cui ritornano le note fruttate e di cioccolato.

Langhe Nebbiolo 2007: il vino affina per 20 mesi in botte. Colore rosso rubino trasparente. Naso elegante e delicato, comunque molto espressivo tra cui rileviamo, note di agrumi, poi rosa, melograno e ciliegia acidula, erbe aromatiche, spezie, tabacco e rabarbaro. All’assaggio denota grande bevibilità, fresco, sapido e dalla bella pienezza fruttata, mostra una progressione da vino importante segnata da tannini fini e lungo finale in cui tornano le note fruttate e speziate.

Barolo 2005: prodotto da un assemblaggio di uve di appezzamenti diversi in Verduno aventi anche 40 anni di età, il vino evidenzia sentori classici ed eleganti, di rosa, ciliegia, ribes e lampone, pepe rosa, liqurizia, erbe aromatiche e note minerali. Al palato è fresco, piacevole con bei rimandi fruttati, tannino croccante e già integrato al vino e lunga scia minerale in persistenza.

Langhe

Barolo Acclivi 2005: assemblaggio di uve provenienti dai vigneti Monvigliero, Neirane e Rocche dell’Olmo aventi anche 40 anni di età. Rubino trasparente al colore, al naso ha un approccio inizialmente molto speziato, di pepe, liquirizia e cannella, poi erbe aromatiche tra cui spicca la menta, tabacco, terra, fiori freschi, lampone e melograno. In bocca denota più pienezza rispetto al Barolo precedente, ottima trama tattile ben scandità da acidità e sapidita e tannini di maggior fittezza. Lungo in persistenza con ritorni fruttati e speziati.

Barolo Cannubi 2005: l’azienda è proprietaria di circa 0,8 ettari di questo celebre vigneto di Barolo con una età media delle viti di 22 anni. Naso elegante e di bellissima espressione, inizialmente rosa, poi ciliegia acidiula, ribes, nota mentolata, erbe aromatiche,  tabacco, rabarbaro e sentori minerali completano il profilo olfattivo. Al palato conferma tutta la sua eleganza, pieno e succoso, dalla trama tattile finissima, caratterizzato da bella vena acido-sapida ottimamente bilanciata dai ritorni fruttati. Tannini fitti e di grande qualità e lunga persistenza finale dai toni minerali.

Barolo Monvigliero 2005: la proprietà è costituita da circa 2 ettari di vigna avente età compresa tra i 18 e i 50 anni. Colore rubino trasparente, evidenzia da subito intense ed affascinanti note di erbe officinali, genziana, rabarbaro, poi piccoli frutti rossi, rosa, liquirizia, menta, agrumi e sentori terrosi e di sottobosco. Pieno al palato, con buona polposità subito ravvivata dalle note fresche e soprattutto da una spiccata sapidità minerale. Tannini ancora fitti ma eleganti e chiude molto lungo su ritorni speziati e minerali.

Commento finale: non c’è dubbio, qui siamo in una delle migliori aziende del Barolo, merito soprattutto per la bravura di Fabio che negli ultimi anni ha portato l’azienda ad un ulteriore salto qualitativo. Una serie di Barolo impressionanti, fedeli espressioni delle vigne di Verduno e lasciatemelo dire un Cannubi davvero capace di emozionare come pochi altri vini. Ovviamente vi consiglio caldamente la visita in azienda.