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Guide 2010

Guide D&C 2010

Sono disponibili per la vendita le nuove guide 2010 ai "Migliori vini d'Italia" e ai "Vini prezzo-piacere" Scritte da Ian D'Agata e Massimo Comparini.
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Merano 2009 (Parte II)

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Degustazioni in libertà

Ecco alcuni dei vini che più hanno colpito Roberta (e non perché i produttori, infastiditi, non trovavano di meglio che colpire in testa la nostra brava redattrice con le loro bottiglie!) e che ci racconta con la consueta bravura. Io stesso ho degustato molti di questi vini insieme a lei, e sua sorella Silvia, molto attratta dai Gewürztraminer, e come al solito non posso che essere d’accordo con le sue scelte, come quelle di tutti gli altri redattori del NWJ.
Ian D’Agata

Merano Wne Festival

BARON DI PAULI
Exilissi Sell 2007
Alto Adige

Una vendemmia tardiva da uve di gewürztraminer, coltivate nel vigneto “Höfl unterm Stein”, di proprietà della Tenuta Di Pauli, situato a Söll, frazione di Termeno, zona specificatamente nota per la produzione del gewürztraminer; le uve sono raccolte verso la metà di novembre per ottenerne un vino di grande concentrazione ed intensità. Giallo dorato, intenso al naso dove si svela aromatico, floreale, fruttato con profumi di uva passa, albicocca disidratata e speziato da ricordi  di cannella e zafferano. Morbido al palato con una piacevole freschezza e sapidità che accompagna il lungo finale, dai toni ammandorlati.

CANTINE VIOLA
Moscato Passito di Saracena 2007
Calabria

Il Moscato Passito di Saracena viene prodotto sin dal 1500, mediante una tecnica antichissima che prevede la vinificazione separata del moscatello di Saracena e di altri due vitigni: la malvasia e la  guarnaccia. Il moscatello di Saracena viene lasciato appassire in pianta e raccolto ai primi di ottobre, mentre la guarnaccia e la  malvasia sono concentrate in un mosto base tramite ebollizione. Il mosto base concentrato è poi freddato e unito all’uva appassita. Se ne ricava un vino passito di un luminoso color giallo ambra quasi ramato. Molto consistente con archetti fitti e stretti. Intenso e fine. Al naso primeggia un’albicocca in composta cui fanno seguito richiami ai fichi secchi, datteri, miele di castagno, arancia candita, tabacco e qualche nota di cuoio. L’ingresso è dolce, ottima la corrispondenza naso-palato, grasso e caldo, lungo su note di albicocca. Già premiato nella guida D’Agata & Comparini dell’anno scorso e che ha mancato la BEST 100 nella guida di quest’anno per un solo punto, si tratta di uno dei migliori vini dolci d’Italia, come ci racconta sempre il nostro direttore, Ian D’Agata.

QUINTODECIMO
Fiano di Avellino “ Exultet” 2007
Campania
L’azienda Quintodecimo, seguita con sapiente cura e passione da Luigi Moio, produce un vino più buono dell’altro. Ottima questa versione di fiano, che coltivato sul territorio dell’Irpinia riesce a dar  vita a vini di grande carattere e di potenziale longevità. Si mostra alla visiva di color giallo dorato con riflessi verdolini, il naso svela aromi di camomilla e tiglio, erbe aromatiche, note di melone giallo, frutta esotica appena matura, miele di acacia e note minerali tufacee. Al palato si dimostra ben strutturato, pieno ed avvolgente, saporito, con tanta frutta a polpa gialla e agrumi di mandarino e arancia a chiudere un finale lunghissimo.

ERCOLANI
Uva Longanesi 2004
Emilia Romagna
Si tratta di un vino prodotto con un vitigno autoctono quasi sconosciuto, proveniente da una vite centenaria di probabile origine romana, salvata dall’estinzione e conservata dalla famiglia Longanesi da cui ha successivamente preso il nome. L’azienda Ercolani, che si trova nel comune di Bagnacavallo (RA), spinta dall’amore per la sperimentazione ed il recupero di varietà autoctone ha dal 1976 impiantato le viti di uva longanesi (insieme a quelle di altri vitigni, come il “famoso”, con cui si produce un interessante Ravenna Bianco) e dal 1996 ne ha iniziato la vinificazione.
Il vino richiede 4/5 anni di affinamento per evolvere al meglio. Di colore rosso rubino impenetrabile con riflessi granato, al  naso è diretto, con ricordi fruttati di prugna californiana, ciliegia e richiami alla liquirizia. All’assaggio ha un ingresso morbido e fresco con ritorni di frutta dolce e arancia rossa matura, sapido, dalla grande struttura e una fine trama tannica. Finale con note speziate di pepe, chiodi di garofano e radice di liquirizia.

DORIGO
Traminer 2008
Friuli Venezia Giulia
Con l’annata 2005 la gamma di vini bianchi prodotti dall’azienda Dorigo si arricchisce di un nuovo arrivato, un traminer friulano ottenuto da uve maturate sulla pianta sino a fine settembre e botrizzate. Color giallo paglierino con riflessi dorati, il naso non spicca per complessità, ma è intenso e aromatico su toni prettamente floreali che ricordano fiori bianchi, il mughetto, il geranio e la rosa rosa. Morbido al palato, dove rilascia sensazioni fruttate dolci e ricordi esotici; fresco e sapido, chiude su toni minerali.

Il Pensiero di Ian: sono stato una delle prime cinque o sei persone ad avere assaggiato questo vino la prima annata che fu prodotto, e devo dire mi ha colpito da subito per la grande fedeltà alla tipologia e al varietale, cosa non sempre evidente al di fuori dall’Alto Adige. Bravo quindi Girolamo, che ha dimostrato ancra una volta di essere un vignaiolo bravo come pochi, anche se mi lascia sempre perplesso il nome usato, Traminer, perché non esatto, essendo il traminer un vitigno diverso da questo, che è invece il traminer aromatico... si, lo so, ci sono cose più importanti nella vita,  però, però...

BRUNO GIACOSA
Roero Arneis 2008
Piemonte

Merita l’assaggio questa equilibrata e fine versione di arneis; giallo paglierino con riflessi dorati, al naso manifesta da subito eleganti ed intensi profumi di fiori bianchi e di susina, albicocca, pesca bianca e pera matura poi cenni agrumati e note erbacee con persistenti richiami minerali, il tutto tradotto in un sorso morbido e sapido, con un centro bocca fruttato ed erbaceo, che restituisce nel finale una bella acidità sui toni del lime e del pompelmo rosa.

MASSERIA ALTEMURA
Fiano 2008
Puglia

La Masseria Altemura si trova nella penisola salentina ed è stata acquistata dalla famiglia Zonin nel 2000, con lo scopo di produrre vini fedeli al territorio e in grado di valorizzarne le qualità. Questo caratteristico fiano, dalla natura aromatica e sapida, specchio di un clima caldo e rivierasco com’è quello del Salento si mostra nel bicchiere giallo paglierino con riflessi dorati, il naso mette in evidenza principalmente aromi di frutta gialla matura, qualche frutto esotico, note salmastre e iodate e macchia mediterranea. Entra al palato fresco, poi si fa morbido e fruttato, con una nota costante sapida che mantiene sino al finale. L’azienda fa anche uno spumante rosè davvero buono, il “Rosamaro” a base negroamaro, prodotto con metodo Charmat, di fine perlage, fragrante, fresco e ricco di piccoli frutti rossi e spezie dolci.

Il pensiero di Ian: Anche qui una “prima volta”, essendo stato a visitare l’azienda quando qui non avevano ancora commercializzato una sola bottiglia, ma sono queste le modalità che permettono poi al vero esperto di valutare la progressione di una azienda e dei suoi vini negli anni. Buoni davvero i vini prodotti, come questo descritto di sopra.

GIANFRANCO FINO
Primitivo di Manduria “Es” 2007
Puglia

Rosso rubino impenetrabile con riflessi violacei, un naso intensamente profumato, ricco di frutti neri, prugna, more, mirtilli, cioccolato fondente, cacao, cuoio e tabacco dolce. Un vino intenso e fine, con una struttura al palato importante, grasso, morbido e caldo, segnato da ritorni fruttati maturi, ma non cotti o martellatosi, sostenuti da un’adeguata freschezza che mantiene tutte le parti del corpo in perfetto equilibrio. Persistente ed armonico. E’ stato prescelto come vino n.16 nella BEST 100 della guida D’Agata & Comparini 2010, che descrive anche quest’anno i migliori vini d’Italia.

FATTORIA POGGIO GAGLIARDO
Vel Aules 2007
Toscana

Questo è un vino proprio interessante, “estremo”, per il particolare procedimento di vinificazione che subisce e il prodotto che ne consegue. Secondo le regole di un antico testo di enologia, risalente al ‘700, le uve vengono diraspate a mano, pigiate con le bucce e poi passate in barrique per un anno dove avviene la fermentazione, movimentata con sistematici remuage. Il vino viene poi imbottigliato senza filtrazione nè aggiunta di solforosa. Malvasia nera e colorino sono i vitigni impiegati in questo blend dal colore rosso rubino profondo, con un naso intenso, speziato e profumato da note di frutti rossi, prugna e amarena, colpisce al palato per il sapore intenso, acido, sapido con netti richiami speziati al pepe nero e al tè ai frutti rossi.

LA CROTTA DI VEGNERON
Chambave Muscat  “Attente” 2005
Valle d’Aosta

La Crotta di Vegneron è una cooperativa nata negli anni ottanta con lo scopo di recuperare e valorizzare i vitigni autoctoni delle zone di Chambave e Nus.
Lo Chambave Muscat, già noto come passito “Prieuré”, è proposto in questa annata in versione secca. Dal limpidissimo color giallo paglierino e riflessi verdolini, esprime al naso tutta l’aromaticità che ci si aspetta da un moscato bianco; è floreale, fruttato di pesca e albicocca, con ricordi di muschio bianco e note minerali. Al palato è fresco e sapido, spiccano le erbe aromatiche, in specie il timo e la salvia, valorizzate da un lungo affinamento del vino sulle fecce. Equilibrato e persistente.

Il pensiero di Ian: uno dei miei vini preferiti, da sempre, fin dai tempi nei quali pasteggiavo al mitico Chambave di Ezio Voyat, un vino della mia memoria... Bravi alla Crotta, dove tra l’altro si può anche mangiare in maniera semplice ma buonissima.

LA CROTTA DI VEGNERON
Fumin Esprit Follet 2007
Valle d’Aosta
Il fumin negli anni ha dimostrato di essere un vitigno da cui aspettarsi un ottimo riscontro in termini di qualità e rispondenza al territorio. Ne è un esempio questa espressione dal vivo color rosso porpora, distinta da un bellissimo naso minerale, fruttato, speziato, con sfumature floreali di rosa rossa ed erbe aromatiche. Rispetto alla dolcezza dei profumi introduce al palato l’eleganza di un vino dal futuro ancora in evoluzione; un carattere deciso, intenso, acido, molto minerale, con un tannino evidente e galoppante. Finale persistente dai toni amari, con richiami di rabarbaro ed erbe medicinali.

Il pensiero di Ian: Due vini della stessa azienda nella stessa rubrica? Non so… adesso corro a controllare che questa non abbia cugini o parenti in azienda... Scherzi a parte, va bene, i vini sono buonissimi e si meritano tutta la visibilità possibile. Bravi a tutti.

COOPERATIVE DE L’ENFER
Enfer 2008
Valle d’Aosta

Il fascino di questo vino inizia dal luogo dove le vigne vengono coltivate; un vigneto situato a 800 mt, nel comune di Arvier, in un anfiteatro naturale ed esposto a sud, su un territorio caldissimo con alle spalle i ghiacciai del Monte Bianco, in una zona con fortissime escursioni termiche. Da qui il nome “Enfer” dato al vigneto e da cui prende il nome anche il vino, prodotto in prevalenza con petit rouge, una percentuale di mayolet ed altre varietà locali. Rosso rubino con riflessi porpora; l’altitudine favorisce un naso dal  bouquet aromatico intenso ed elegante, profumi di rosa canina in primo piano, note di frutti di bosco, spezie, chicchi di caffè. In bocca il vino è fresco e minerale, con un succo di frutta rossa fresca e ritorni speziati a segnarne il corpo morbido ed equilibrato.

CAVE DU VIN BLANC DE MORGEX ET DE LA SALLE
Blanc de Morgeux et de la Salle 2008
Selezione estremi
Valle d’Aosta

La viticoltura valdostana si spinge sino a 1200 metri , in Alta Valle,  nei comuni di Morgex e di La Salle. I piccoli vigneti a piede franco sono posti tra le rocce e richiedono perciò una cura esclusivamente manuale, trattandosi di zone di difficile accesso.
A queste altezze la concentrazione aromatica del priè blanc, il vitigno impiegato per la produzione del Blanc, è assicurata da una sorta di “frigo naturale” che è il Monte Bianco e arricchita dall’impiego in fermentazione di lieviti autoctoni di Morgeux.
Il vino si presenta alla visiva di color giallo paglierino dai riflessi verdolini, al naso rilascia sensazioni rocciose spiccate, agrumi sui toni del limone e del pompelmo, ed erbe di montagna . In bocca ha grande freschezza e sapidità, tornano gli agrumi avvertiti al naso e sapori di mela verde e chiude con un finale leggermente amaricante.  Della stessa linea “Vini Estremi” La Cave produce anche un Brut Extreme Blanc de Morgex et de la Salle – Metodo Classico, di grande personalità.

Il Pensiero di Ian: Non potrò mai dire abbastanza bene di questa bellissima realtà cooperativa… bravo anche a Gianluca Tellolli, enologo di rara competenza... I Blanc, in tutte le versioni, soprattutto secche e spumantizzate, sono davvero eccellenti, dei grandissimi vini a tutti gli effetti.