Sangiovese per amico
| 01 Gennaio 2010
Sulla scia delle vicende che hanno interessato Montalcino nell’ambito di quella problematica poi nota come “Brunellopoli”, nasce circa un anno fa “Sangiovese Per Amico” un’iniziativa presa da tre noti produttori usciti dal consorzio del Brunello: Francesco Leanza di Podere Salicutti, Stella Viola di Campalto della azienda omonima (in realtà azienda agricola San Giuseppe, ma ormai molto più nota come Stella di Campalto), e Jan Hendrik Erbach e Caroline Pobitzer di Pian dell’Orino, mossi dalla passione per Montalcino ed il “suo sangiovese”, un amico comune da rispettare e valorizzare.

Durante una splendida degustazione tenutasi alla International Wine Academy of Roma il novembre scorso, Francesco, Stella e Jan con Caroline ci hanno illustrato la loro iniziativa, rimandando al sito www.sangioveseperamico.com per ulteriori approfondimenti sulla filosofia e lo stile che accompagnano il loro comune pensare e le loro scelte in vigna e in cantina.

Il progetto si propone di contribuire a dare risposta all’esigenza, più che mai attuale, di mettere in luce le reali potenzialità del sangiovese in purezza a Montalcino, ancora non del tutto espresse, con l’impegno di incentivare e creare iniziative da sviluppare collettivamente, con la speranza di avere in futuro il contributo anche di più produttori con la stessa visione, contributi utili ad incrementare la conoscenza e a recuperare fiducia in un vitigno così completo per freschezza, eleganza, struttura, trama tannica com’è il sangiovese, capace di dare non solo ottimi Brunello, ma anche Rossi di Montalcino di grande personalità.
Le tre aziende, le cui vigne si trovano nella zona Sud-Est di Montalcino verso Castelnuovo dell’Abate, assistiti da un Istituto di Analisi e di Ricerca, hanno messo a punto un sistema di analisi con lo scopo di catalogare le specifiche caratteristiche del sangiovese nei loro vigneti. Ciò permetterà di garantire al consumatore una conformità di prodotto finale; vini che, a quelle condizioni e caratteristiche di terroir, potranno esprimere autenticità e provenienza.
Partendo dallla vendemmia 2008, e a seguire la 2009 e la 2010, ciascuna azienda effettua una sorta di “autocontrollo” su queste annate analizzando le uve di vigne selezionate a Brunello o a Rosso di Montalcino e il vino con esse prodotto. Segue un’analisi precisa dell’evoluzione del vino, che con l’ultima annata arriverà al 2014 (considerando i tempi di evoluzione di legge per il Brunello), per poi ottenere un riferimento utile a capire le caratteristiche peculiari del sangiovese in quel determinato territorio.

Lo studio effetttuato sui terreni ha posto in luce come il sangiovese si mostri un vitigno mutabile a seconda del terreno e dell’esposizione in cui viene coltivato e dunque dia vini alquanto diversi tra loro; tutto questo ci è apparso evidente e ha dato spazio ad un interessante confronto durante l’assaggio dei Rossi e Brunelli portati in degustazione, che hanno messo in evidenza la differenza nel bicchiere tra i vini della zona Sud di Montalcino, non solo in funzione delle diverse caratteristiche di terreno, ma anche in ragione degli stili di vinificazione e affinamento adottati dalle tre aziende.
Accomunati da uno splendido color rosso rubino, tipico colore del sangiovese, che non dovrebbe mai essere nerastro, esprimono sia come Rosso sia come Brunello la loro tipicità; fruttati, freschi e più pronti da bere i primi, eleganti e strutturati i secondi, di cui attendiamo, in ragione della lunga capacità di evoluzione, il giusto tempo per scoprire come si svilupperanno in intensità, complessità ed armonia.
Vini in degustazione
Rosso di Montalcino 2007
Stella di Campalto
Prodotto con metodo biodinamico, il vino fa fermentazione con lieviti naturali dell’uva, diversi perciò ogni anno, effettua una sosta sulle vinacce di oltre un mese, con continui rimontaggi all’aria, e affina 2 anni in legno e 6 mesi in bottiglia. Ne risulta un Rosso atto all’invecchiamento, un pò a sè, povero di quella carica e struttura che normalmente si trova nel sangiovese, ma dotato di piacevolissima bevibilità e intensità.
Rosso rubino scarico, limpido e trasparente. Al naso gioca sull’eleganza dei profumi, soprattutto floreali di violetta e rosa, poi ciliegia, macchia mediterranea, ricordi di cipria. Fresco, sapido, con morbidi ritorni di ciliegia e dai tannini delicati. Bella persistenza finale che rilascia sul retro note delicate di pout pourri.
Rosso di Montalcino 2007
Pian dell’Orino
L’azienda dedica la medesima cura con cui è trattata l’uva per produrre Brunello anche a quella utilizzata per produrre Rosso. Questo perché c’è grande fiducia in questa tipologia, che garantisce, in un terreno ricco di ossido di ferro e posto in una conca fertile e umida, come è quella su cui vengono coltivate le viti di Rosso a Pian dell’Orino, un vino fortemente fruttato e di grande freschezza.
Rosso rubino, al naso rivela tanta frutta rossa, profumi di viola, tabacco in foglia e tè. Ottima corrispondenza gusto olfattiva. Fresco, sapido, dai tannini vivaci e fini. Persistente ed equilibrato.
Rosso di Montalcino 2007
Podere Salicutti
In etichetta il nome della vigna “Sorgente” da cui provengono le uve destinate alla produzione di Rosso. Qui c’è più argilla rispetto al vigneto “Piaggione” dove vengono coltivate le uve lavorate a Brunello, il terreno è più fresco e umido e ciò fa maturare l’uva un pò meno, facendole perciò acquisire maggiore freschezza di frutto e minore gradazione alcolica.
Rosso rubino alla visiva, svela profumi di ciliegia e prugna, note terrose, di foglie bagnate e cuoio. Al palato ha buona acidità sin dal suo ingresso, un vino saporito che pone in evidenza tannini scalpitanti e persistenza fruttata.
Brunello di Montalcino 2004
Stella di Campalto
Con questa annata esce il primo Brunello dell’azienda, in quanto le annate 2001, 2002 e 2003 sono state declassate per lasciar tempo alle vigne, all’epoca ancora giovani, di esprimersi al meglio.
Un vino definito “maschile”, rispetto al Rosso, poiché manifesta maggiore necessità di tempo per evolversi e farsi scoprire. Ci troviamo a Castelnuovo dell’Abate, nella zona più calda, che dà vini più morbidi, così come questa versione dal colore rosso rubino, dai profumi di violetta e ciliegia accompagnati da note speziate e balsamiche. Al palato rivela un corpo ricco, morbido e fruttato in cui tornano i richiami olfattivi. I tannini sono levigati e la persistenza rimanda a note minerali e di tabacco.
Brunello di Montalcino 2004
Pian dell’Orino
Elegante e austero questo Brunello si dimostra figlio di un’ottima annata.
Al naso ciliegia sotto spirito, ribes, china e grafite con una nota balsamica di sottofondo. Ottimo equilibrio in bocca , l’acidità e la sapidità sono ben integrate alla componente alcolica e ai tannini di fine fattura e ancora piuttosto giovani. Un vino in divenire, ma che mostra già ad oggi una buona bevibilità.
Brunello di Montalcino 2004
Podere Salicutti
Particolare attenzione è rivolta all’affinamento che, seguendo la logica che più è piccolo il contenitore e più ossigeno arriva al vino, favorendo così la polimerizzazione e dunque l’evoluzione, inizia dapprima in botti piccole e poi passa in botti via via più grandi, da una capienza di 5hl ad una di 40hl.
Il naso è ricco di richiami fruttati e dai netti sentori di pepe, liquirizia e tabacco in foglia. In bocca è fresco e sapido, inonda il palato di note speziate, portando con sé un corpo strutturato e in equilibrio, con tannini decisi e ben in evidenza.



